Rieccola, liberata: Porta Romana senza i manifesti che l'hanno rivestita per quasi tre anni, la guaina pubblicitaria che ha ripagato il costo del restauro. Svelata, finalmente: l'intervento sull'Arco ha rinsaldato la struttura in ceppo lombardo, «ritrovato» le epigrafi in marmo di Candoglia e le più recenti lapidi in granito, mentre pulizia e consolidamento hanno recuperato alcune tracce di colore tendenti all'ocra e al bruno, le colonnette e l'antico portone ligneo (sono stati inseriti nuovi listelli con un'operazione di chirurgia artigianale). Bentornata, allora, Porta Romana. E la chiusura del cantiere pensiona anche le polemiche che hanno segnato il restyling, le denunce dei residenti contro la «mercificazione » della cultura e i contrasti tra il Comune e le società incaricate dei lavori, Tmc Pubblicità e Gasparoli (multe e delibere di compromesso). I ponteggi, sull'Arco da ottobre 2006, saranno smontati a luglio. Intanto, però, sono stati calati i poster, aprendo una finestra sulla fabbrica del restauro della prima Porta monumentale di Milano (anno 1598). È l'ultima fase d'intervento, dice l'architetto Rebecca Fant, responsabile dei lavori. Finiture, dettagli e pulizia dei rivestimenti. L'intervento sulla Porta rientra nell'appalto per le Mura spagnole. In 32 mesi, con un investimento privato di 7 milioni di euro (bilanciati dalla vendita di pubblicità), sono stati risistemati 12.400 metri quadrati delle fortificazioni cinquecentesche, da viale Beatrice d'Este a via Filippetti, a viale Monte Nero. La cinta è alta due metri e mezzo verso la strada e sette sul lato delle case. Proprio accanto ai palazzi di via Filippetti, nell'area del centro termale, i restauratori hanno anche scoperto cinque vani dimenticati da decenni, nascosti e utilizzati come dormitorio dai clochard: sono le camere dell'antico arsenale spagnolo, depositi di munizioni e stanze per l'alloggio dei cannoni che dovevano difendere la città (armi a tiro incrociato che sparavano in senso longitudinale). Una piccolo museo perduto? «Sì. Ma in accordo con la Soprintendenza renderemo visitabile almeno una sala», annuncia Giovanni Mongini, procuratore di Tmc. I suoi architetti stanno già progettando una scala che consentirà di salire sulle Mura, e di lì nella sala, immaginando un assedio a Milano.
MILANO - Fregi, epigrafi e un arsenale d'armi Svelati i segreti di Porta Romana
La Porta Romana di Milano è stata restaurata e riaperta al pubblico dopo quasi tre anni di lavori. La guaina pubblicitaria è stata rimossa, rivelando la struttura in ceppo lombardo e le epigrafi in marmo di Candoglia. I restauratori hanno anche recuperato alcune tracce di colore e hanno pulito e consolidato la struttura. I ponteggi sull'Arco sono stati smontati e i poster sono stati calati. L'intervento sulla Porta rientra nell'appalto per le Mura spagnole e ha richiesto un investimento privato di 7 milioni di euro. I restauratori hanno anche scoperto cinque vani dimenticati da decenni, nascosti e utilizzati come dormitorio dai clochard.
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