Comprare quadri, tappeti, maioliche, statue, oggetti di antiquariato con tutta la comodità assicurata dal leasing. È la filosofia che ha ispirato Locat (gruppo Unicredito Italiano) nel plasmare Locat Leasing Art che, unico nel panorama europeo, propone una formula di finanziamento più lunga rispetto a quella dei concorrenti. Nato alla fine della scorsa estate il prodotto - spiega il direttore generale Luca Lorenzi - si propone di sposare finanza e mondo dell'arte unendo tutti i vantaggi fiscali del leasing con uno specifico servizio assicurativo predisposto grazie a un'alleanza con la francese Axa. Dottor Lorenzi, come è nata l'idea di un prodotto pensato per l'arte? «Finanziare l'acquisto di una fuoriserie, di un tornio o di un Fontana non è molto diverso. Locat ha risposto a un'esigenza sul mercato dei professionisti: notai, architetti, commercialisti e avvocati cercavano una soluzione per finanziare l'acquisto di arredi e mobili d'arte per gli uffici di rappresentanza. In molti casi si tratta di oggetti assimilabili ai cosiddetti "beni strumentali": in pratica, sebbene Locat lasci la questione alla sensibilità del cliente, è possibile acquistare una scrivania del Seicento deducendo sia l'Iva sia il canone di leasing». A chi si rivolge l'offerta? «La soglia di ingresso è Smila euro ma il nostro target prioritario sono i privati con un buon livello di reddito. A questi di aggiungono il mondo delle aziende. Guardiamo inoltre con interesse agli enti pubblici, a partire dai comuni». Quali sono le condizioni e i tempi per ottenere il leasing? «Locat punta molto sulla tempestività e si impegna a decidere se dare seguito al contratto entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Il tratto distintivo del finanziamento è la durata di 6-7 anni rispetto a una concorrenza anche europea che offre contratti molto più brevi. I tassi si collocano a metà strada tra quelli del mutuo casa e la grande distribuzione. Molto dipende dal merito di credito del ch'ente, ma in pratica costa molto meno acquistare una scrivania del Settecento utilizzando il nostro prodotto che comperare divani o computer presso una catena della grande distribuzione». Quanto vale il mercato, quali sono i vostri obiettivi? «Difficile fare una stima complessiva. Quanto a Locat il prodotto è sul mercato dalla fine della scorsa estate e finora ha raccolto 200 contratti. L'obiettivo in questo primo anno è raggiungere almeno un valore di 10-15 milioni». E i documenti richiesti? «Dal punto di vista operativo occorrono i normali documenti per istituire una pratica come la dichiarazione dei redditi, lo stato di famiglia, gli appoggi bancari o i documenti dell'azienda di famiglia». Avete partnership con alcune case d'aste internazionali? «E in via di definizione un accordo con Sotheby's che oltre all'aspetto pubblicitario si propone di accreditare il cliente in maniera tale che sia possibile erogare crediti preventivi. Uno schema che vorremmo poi estendere ad altre case d'aste a partire da Christie's, con la quale abbiamo già in corso alcuni colloqui».