Insieme alle associazioni di tutela palermitane (Fondazione Salvare Paleremo, Fai, Amici dei musei siciliani, Italia Nostra, Dimore storiche, Anisa) ci siamo impegnati a favore dei due grandi musei palermitani, Galleria di Palazzo Abatellis e Museo archeologico "Salinas", prima di tutto per evitarne la chiusura contemporanea; ma soprattutto per supportare lArcheologico dove tra poche settimane cominceranno grandi lavori di ristrutturazione. Lavori che sono stati già appaltati per un valore di 11 milioni di euro. Un progetto di completa revisione delledificio del museo che però non ha dietro un chiaro progetto museologico. In sostanza nessuno né nel museo, né nella direzione Beni culturali dellassessorato ha mai ritenuto necessario, prima di iniziare i lavori, avere un progetto di ordinamento che almeno in parte rinnovi il percorso museo. Nessun museo al mondo ha mai avviato un tal genere di lavori senza un progetto che riguardi i contenuti espositivi del contenitore che si vuole rinnovare e mettere a norma; e soprattutto senza concordare tra architetti e curatori il progetto del percorso e delle opere da esporre nel futuro museo con quelli degli impianti, dei solai, delle strutture, della circolazione del pubblico. Una osservazione banale: dove si mettono le lampade e le prese elettriche se non si sa dove vanno le vetrine e che cosa si dovrà illuminare? Limponenza dei lavori indica che in questo caso non si tratta di una mera messa a norma degli impianti. Eppure di 11 milioni stanziati per questi lavori solo uno sarebbe dedicato alle spese dellallestimento: per esempio alle vetrine. O vogliamo fare il museo nuovo e rimetterci le stesse anonime scatole a vetri degli anni Cinquanta, che sembrano scarpiere scartate anche dalla vecchia zia? A un mese dallinizio dei lavori nessuno degli archeologi, architetti e specialisti del museo ha idea di dove, al termine dei lavori, ricollocare limmenso patrimonio. Del patrimonio del Museo fanno parte anche una importante raccolta numismatica (50 mila pezzi), un fondo librario antico, una ricca biblioteca, una fototeca preziosa, che documenta le antiche campagne di scavo, e una raccolta di stampe. Quali e quanti spazi saranno dedicati a queste funzioni e collezioni e dove? Nessuno lo sa dire. Molti musei grandi e piccoli in Sicilia e in Italia si sono rinnovati negli ultimi 20 anni. Il Salinas attendeva questa occasione dagli anni del secondo dopoguerra. I suoi attuali allestimenti sono invecchiati e sciatti, le vetrine degne appena di un deposito. Capolavori incredibili come lariete di bronzo di Siracusa collocati alla belle meglio senza nessuna attenzione estetica ed espositiva. Il percorso andrebbe completamente ripensato e, come ha suggerito Vincenzo Abbate, orientato in modo da illustrare al pubblico la ricchezza del collezionismo archeologico siciliano di due secoli. Tecniche di ricostruzione multimediale degli edifici antichi di cui tanti reperti facevano parte (dalle metope di Selinunte ai leoni del tempio di Atena a Himera) dovrebbero essere messe in opera e progettate dagli specialisti per far vivere un museo che sia adatto ai nostri tempi.
SICILIA - il rebus dell'Archeologico: un museo senza progetto
In Palermo, un gruppo di associazioni di tutela ha espresso preoccupazione per i lavori di ristrutturazione del Museo archeologico "Salinas". I lavori, appaltati per 11 milioni di euro, non hanno un progetto museologico chiaro e non prevedono la creazione di un percorso espositivo. L'associazione ha sollevato dubbi sulla gestione dei contenuti espositivi e sulla creazione di spazi per le collezioni. Il museo ha una ricca raccolta numismatica, un fondo librario antico e una fototeca preziosa. Nessuno sa dove e come questi spazi saranno utilizzati. I lavori di ristrutturazione sono stati appaltati senza un progetto di ordinamento che riguardi i contenuti espositivi del museo.
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