VILLAFRANCA. Pronto un piano per evitare il degrado degli edifici di pertinenza della Casa del Trattato Il Comune non ha i fondi per recuperare il complesso In cambio dei restauri è pronto ad affidarlo a «fette» Si potrebbe ricorrere all'affidamento ai privati di palazzo Bottagisio pur di recuperarlo. L'assessorato al patrimonio sta valutando la possibilità di redigere un masterplan delle aree omogenee. Vale a dire che si dovrà compilare un elenco delle parti, a sé stanti, che insieme compongono il complesso: dalla limonaia alle barchesse, dall'abitazione Bottagisio alle stanze che ospitavano anni fa il negozio Blu Music. Tutto ciò che non fa parte del corpo centrale della Casa del Trattato, dunque, ma che costituisce il complesso storico avrà poi una destinazione precisa, probabilmente affidata a privati. «Queste zone del Bottagisio potranno essere consegnate in comodato d'uso gratuito a privati», spiega l'assessore Luca Zamperini, «secondo un progetto di finanza. Questi ultimi potranno gestire queste aree, secondo le finalità che riterranno opportune, e in cambio dovranno provvedere al loro recupero strutturale seguendo le norme amministrative e della Soprintendenza». La parte museale rappresenta soltanto un quinto dell'intero complesso del Bottagisio, del recupero del quale si sta occupando il Comune. Le restanti aree potranno, pertanto, essere affidate a privati e diventare locali, negozi o strutture ricettive. In poche parole, la limonaia potrebbe diventare un bar e il corpo retrostante un piccolo albergo di lusso, a seconda delle finalità che i privati vorranno dare. Per l'assegnazione di queste strutture occorrerà partecipare ad un bando, che sarà pubblicato una volta definito il masterplan. In realtà, i cittadini in questo modo potrebbero perdere la fruibilità pubblica di questi spazi, ma secondo l'amministrazione è l'unica strada per recuperare interamente il Bottagisio. «Il Comune non avrebbe la disponibilità economica necessaria per coprire le spese dell'intero restauro del palazzo e pertinenze. La via del Project financing ci sembra la più efficace. Attualmente, mentre i lavori in corso volgono al termine, guardiamo già al recupero della parte rimanente della Casa del trattato: le stanze al piano nobile e quelle nel sottotetto. Per questo intervento, che prevede la spesa di un milione e 800mila euro, c'è già un progetto definitivo approvato e ci stiamo muovendo alla ricerca di finanziamenti con la Fondazione Cariverona». Nel frattempo, i lavori di restauro delle due stanze al primo piano e della scala procedono, anche se rallentati. Dovranno concludersi entro i primi di luglio, quando al pianterreno sarà collocato il museo del Risorgimento, che sarà spostato dalla cantoria del Castello. «I lavori sono in leggero ritardo perché nel frattempo sono emersi nuovi interventi da fare. Sul giro scale che porta alle due stanze di sopra sono stati rinvenuti dei cassettoni, che andranno recuperati. Siamo, però, in dirittura d'arrivo, e il museo sarà pronto per l'inaugurazione, in occasione dei festeggiamenti per il 150 anniversario della Pace di Villafranca». Ancora non è certo quale materiale sarà esposto nel nuovo museo, più grande del precedente. Le teche e i cimeli saranno trasportati in toto, ma si sta valutando di arricchire l'esposizione anche con altri pezzi. Di spazio ce n'è.