BAIANO (AV) L'iniziativa del Maggio dei Monumenti, quest'anno, ha riguardato non solo le bellezze e i tesori di Napoli, ma un po' tutti i centri più significativi della Campania. Tuttavia, occorre dire che c'è un paese che per storia, arte e monumenti non ha nulla da invidiare ai tanti altri centri che vanno per la maggiore e che puntualmente ogni anno viene dimenticato, per non dire del tutto ignorato. Si tratta di Avella, centro collinare di 7 mila abitanti, situato in provincia di Avellino, ma a pochi Km. da Nola e Cimatile, in un tratto intermedio tra Napoli e l'Irpinia. La sua storia è più che millenaria. L'antica Abella è definita «malifera», cioè produttrice di frutta, dal poeta Virgilio nel l. VII dell'Eneide, v. 740, laddove si fa una rassegna dei popoli italici contro Enea; Silio Italico, Stradone e Tito Livio la decantano per i prodotti della sa terra, soprattutto per le nocciole, che da essa furono chiamate Avellane, come ci riporta Plinio il Vecchio. Oltre alla storia, non mancano reperti archeologici come il famoso Cippus Abellanus, termine di confine tra Avella e Nola, che è un raro documento di lingua osca. Passando a testimonianze di età romana, basta citare l'Anfiteatro, i Mausolei, resti dell'Acquedotto detto di S. Paolino da Nola. Al periodo pedioevale risalgono il Castello-fortezza con elementi longobardi, normanni e angioini, alcune chiese e il Convento dei Frati Monori. Al XVI sec. appartiene il palazzo ducale, il cui parco fu disegnato dal Vanvitelli. Ma non meno importante è il paesaggio, un patrimonio naturalistico e speleologico di grande interesse, tanto che lo scorso anno Avella divenne sede del Fai. Perché, dunque, tale dimenticanza? Speriamo che almeno per il prossimo anno Avella sia tenuta nella giusta considerazione. Se ci stacchiamo dai guai quotidiani Renato Livio - NAPOLI Se qualche volta riusciamo ad astrarci dalla vita terrena e da quanto alla stessa collegato, facendo prevalere lo spirito, otteniamo inimmaginati benefici che contribuiscono a renderci sereni. Infatti lo Spirito, essendo etereo ed eterno non ha bisogno degli alimenti e dell'aria necessari per la vita terrena. Adesso possiamo sentirlo ma non comprenderlo perché, con la cessazione della vita terrena scompaiono anche i concetti di spazio e di tempo, creati dall'uomo per il ripetitivo alternarsi delle stagioni. Esorto tutti, anche gli atei, a riflettere su ciò. Potremo così renderci meglio conto di quanto sia effimero il nostro passaggio terreno e realmente viverlo meglio, tutti.
CAMPANIA - Perché Avella è dimenticata
Il Maggio dei Monumenti ha riguardato anche Avella, un centro collinare della Campania, con una storia millenaria e ricca di monumenti e reperti archeologici. La città è stata menzionata da autori come Virgilio, Silio Italico e Tito Livio per i suoi prodotti, come le nocciole. Avella ha anche un patrimonio naturistico e speleologico di grande interesse. Tuttavia, la città sembra essere stata dimenticata nel passato. L'autore del testo spera che per il prossimo anno Avella sia riconosciuta la giusta considerazione. Inoltre, il testo esorta a riflettere sull'effimero passaggio terreno e a vivere meglio.
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