La Basilica di Santa Croce si riappropria dei suoi tesori. Tesori danneggiati dall'alluvione del 1966 e che ora hanno ritrovato la loro originaria bellezza. Si tratta in particolare di due tavole trecentesche raffiguranti la Madonna col bambino, attribuibili una al Maestro di San Martino alla Palma e l'altra a Jacopo di Cione; una grande pala d'altare del Cigoli raffigurante la Trinità e una predella di una tavola di Giuliano Bugiardini. Le bellissime opere sono state recuperate dall'Opificio delle Pietre dure e dalla Soprintendenza speciale per il Polo museale fiorentino. L'arrivo dei nuovi dipinti, spiega l'Opera di Santa Croce, «ha portato anche a un nuovo allestimento del museo» della basilica: la Deposizione di Cristo dalla croce di Alessandro Allori è stata spostata all'interno del noviziato, mentre i sei grandi frammenti del dipinto murale raffigurante il Trionfo della morte, il Giudizio universale e l'Inferno di Andrea Orcagna sono stati ricollocati secondo la loro disposizione originaria, in grado così di restituire un'idea della grandiosa rappresentazione dell'inferno dantesco.