TEATRO Napoli Il mondo del teatro promuove la legge sullo spettacolo dal vivo annunciata per fine anno e presentata ieri a Napoli nel corso delle 'Giornate' a Villa Pignatelli organizzate da Agis e Eti alla presenza di oltre 200 operatori teatrali, musicali e di danza. Illustrata tra gli altri dal sottosegretario del Ministero per i beni e le attivita' culturali Francesco Maria Giro e dalla relatrice Gabriella Carlucci, la legge nel suo impianto ha convinto la platea delle 'Giornate' anche se permangono alcuni dubbi relativi alla copertura finanziaria e ai tempi di attuazione, sollevati dal vice presidente dell'Agis Luigi Grispello. Sullo sfondo del dibattito che ha chiuso le Giornate napoletane, anche la diminuzione del pubblico e la necessità di formare nuovi spettatori, sopratutto tra i giovani. Per il critico teatrale Giulio Baffi, che ha coordinato l'incontro, "una legge non deve accontentare tutti, altrimenti rischia di fotografare l'esistente. La nostra invece e' una realta' in movimento e la legge deve saper favorire trasformazioni. Comunque e' importante - ha sottolineato Baffi - il riconoscimento che la politica ha dato allo spettacolo anche come elemento di sviluppo economico". Per Giovanna Marinelli, direttrice del teatro di Roma "il riconoscimento piu' importante, al di la delle implicazioni economiche del settore, e' quello della cultura come un diritto. Chiediamo alla legge procedure burocratiche più snelle. Nel teatro - ha aggiunto - non esiste un patrimonio intoccabile , occorre guadagnarsi il proprio spazio e promuovere l'accesso del nuovo". In tutti gli interventi si e' espressa fiducia circa l'approvazione della legge, attesa da sessanta anni, entro la fine del 2009, come annunciato dal Governo. Un allarme e' stato lanciato dal presidente dell Eti Giuseppe Ferrazza: "in questa legge artisti e pubblico non sono rappresentati. Il teatro intanto sta perdendo spettatori. I gusti diventano sempre più televisivi, bisogna occuparsi del ricambio e formare un pubblico nuovo, anche attraverso la scuola". Analisi condivisa dal direttore generale Ninni Cutaia che ha proposto come esempio la trasformazione in atto nell"Eti con la gestione privata del Quirino e il progetto del Valle. Francesco Punzi, presidente di Italia Festival, ha infine notato "il mancato raccordo tra l'Italia e le realtà internazionali" annunciando una settimana, 25 luglio - 1agosto, dove in varie sedi europee dieci festival si confronteranno anche sul tema delle coproduzioni e delle opportunità che ne derivano. Fonte : comunicato stampa