La Fattoria va messa in sicurezza I sigilli al cantiere sono fermi da quasi un anno. Un anno di passione e di proteste per cercare di difendere quel bene architettonico dal quale si voleva ricavare un residence di lusso immerso nel parco delle Cascine di Tavola. E non è ancora finita: l'ultima parola sul complesso della fattoria medicea spetterà alla Procura che ha avviato un'inchiesta giudiziaria (ormai alle ultime battute), prima di decidere il daffarsi sul futuro della villa. Nel frattempo, si sta ammorbidendo il braccio di ferro tra i comitati pratesi di Legambiente e Italia Nostra e la Soprintendenza ai beni architettonici, dopo il colloquio a palazzo Pitti tra i rappresentanti delle due associazioni e la stessa soprintendente Paola Grifoni. Assente la funzionaria Fiorella Facchinetti, indagata dall'estate scorsa per aver autorizzato il progetto destinato a trasformare l'antica fattoria medicea in un albergo e in una quarantina di miniappartamenti. Certo, non sono state tutte rose e fiori durante l'incontro tra gli ambientalisti e la numero uno della Soprintendenza, ma su un punto entrambe le parti si sono trovate d'accordo: la necessità di porre riparo alla struttura pericolante della villa, mettendo in sicurezza il manufatto storico ormai privo di copertura da due anni. «Abbiamo preso atto con soddisfazione che anche la soprintendente Paola Grifoni aveva da tempo richiesto ai proprietari la messa in sicurezza dell'immobile», fanno sapere Franco Di Martino di Legambiente e Fulvio Batacchi di Italia Nostra. Il cerchio si stringe dunque intorno alla proprietà, la società Fattoria Medicea, di cui il 60 è nelle mani della Re Sole srl. Tanto più che non molto tempo fa, esattamente a fine aprile, la Procura aveva assicurato la tempestiva autorizzazione di qualsiasi intervento volto a mettere in sicurezza il cantiere. Su sollecitazione, a questo punto, anche della stessa Soprintendenza, così come emerge dall'incontro chiarificatore con Legambiente e Italia Nostra. «Era l'ora - fa notare Franco di Martino, presidente di Legambiente di Prato - visto che il dovere della Soprintendenza era quello di tutelare il bene in questione». Meglio tardi che mai, insomma. Così come sarebbe arrivato in ritardo, secondo Legambiente e Italia Nostra, il no della commissione comunale edilizia alla richiesta di variante avanzata dalla proprietà, in attesa degli esiti dell'esposto. «Almeno hanno avuto il pudore di opporsi alla volontà di ampliare la superficie residenziale degli edifici, visto che si voleva aggiungere un piano alla struttura. Tutto questo - osservano le sue associazioni - dimostra quanto la commissione edilizia avrebbe potuto esercitare il potere di controllo che le spetta per sua natura anche in passato». Maria Lardara
TOSCANA - PRATO. La Soprintendenza ha accolto l'appello delle associazioni ambientaliste
La Fattoria Medicea, un'antica villa medicea a Prato, è stata messa in sicurezza dopo un anno di proteste e proteste. La Procura ha avviato un'inchiesta giudiziaria per decidere il futuro della villa. La Soprintendenza ai beni architettonici ha richiesto la messa in sicurezza della struttura pericolante, che non aveva copertura da due anni. La società Fattoria Medicea, proprietaria della villa, aveva richiesto una variante edilizia per ampliare la superficie residenziale. La commissione comunale edilizia aveva opposto la richiesta, ma la Soprintendenza ha autorizzato l'intervento per mettere in sicurezza la villa.
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