Le quattro stagioni di Velardi. È «Viaggi in Campania», il pacchetto di eventi turistici e culturali per il 2010 approvato in giunta e che ha un tema per ogni stagione. Con i progetti per il «Cilento e il Rione Terra», i «Viaggi» segnano il passo d'addio di Velardi che, attraverso il suo blog, traccia il bilancio dei quindici mesi da assessore regionale al Turismo e per la prima volta spiega le ragioni politiche delle sue dimissioni. Ragioni che possono essere sintetizzate così: «la lunghissima campagna elettorale» per le regionali, che si preannnnuncia «aspra e tesa», non gli potrà lasciare lo spazio «per un lavoro autonomo e privo di condizionamenti». E nell'ora dell'addio il ringraziamento maggiore va ad Antonio Bassolino, «unico leone nella savana della politica regionale, per la fiducia che mi ha dato e la pazienza che ha avuto». Velardi definisce il suo lavoro «di sostanza, di struttura» per dotare la Campania «di un sistema turistico pronto ad affrontare i grandi cambiamenti in atto». Velardi, dunque, si autopromuove («penso sinceramente di aver fatto un buon lavoro») ricordando peraltro il difficile contesto in cui ha dovuto lavorare da quando fu nominato a febbraio 2008: prima l'emergenza rifiuti; poi la grave crisi economica internazionale. Ma il solco è tracciato e da «qui alla fine della legislatura - è il testamento-blog dell'assessore al Turismo - bisognerà semplicemente proseguire con buon senso e onestà». La gestione dei beni culturali attraverso un accordo con il governo, la programmazione dei fondi Ue 2007-2013 in soli cinque grandi progetti «senza dispersioni e clientelismi», la creazione di un marchio di qualità del turismo campano, la fondazione del Museo per la musica, una nuova filosofia per la promozione turistica con «meno fiere e borse e più azioni mirate», la riforma dell'accesso alla professione di guida turistica, la nascita di un nuovo portale del turismo che sostituisce i sette precedenti, il disegno di legge «pronto e condiviso e atteso da decenni» da approvare in consiglio regionale: è parte dell'eredità che Velardi lascia per ritornare al suo lavoro e sottrarsi alla lunghissima campagna elettorale che attende la Campania. «Gli eserciti tradizionali si stanno riorganizzando. A me non piacciono, come ho ricordato nei giorni precedenti le europee», scrive l'(ex) assessore. Da qui la voglia di staccare la spina e restare fuori dalle «logore formule politiche», dalle «logiche di schieramento» e dalle «guerre di apparati» che «temo, prevarranno su tutto», restringendo «drasticamente» gli spazi «per un lavoro autonomo, libero, privo di condizionamenti». Fine della corsa. Claudio scende. «Sono tornato nella mia città solo per dare una mano - ricorda - in un momento di grande difficoltà. L'ho fatto a modo mio, con il mio impegno, il (mio) brutto carattere». Infine, i ringraziamenti. A chi mi ha «criticato, stimolato, consigliato, apprezzato». E soprattutto al governatore Antonio Bassolino, «l'unico leone nella savana».