«La lotta fra Romani ed Etruschi fu più che una guerra di religione: fu una guerra di anime. Roma prevalse, ma qualcosa della romantica anima etrusca è rimasto, come una nube leggera». Così scriveva Alberto Savinio, e proprio agli Etruschi, anzi al loro periodo di maggiore splendore, è dedicata la mostra «Signori di Maremma. Elites etrusche fra Populonia e Vulci» allestita allinterno del Museo Archeologico e dArte della Maremma (sino al 31 ottobre). Lesposizione, curata dalle archeologhe Carlotta Cianferoni, Maria Grazia Celuzza e Simona Rafanelli, è incentrata sulla fase orientalizzante dellEtruria tra gli ultimi decenni dellVIII e primi del VI secolo a. C. e caratterizzata dalla piena affermazione di una ristretta aristocrazia. Lattenzione è sulle aristocrazie di Populonia e Vetulonia, di una città-stato di cerniera come Roselle e dimportanti centri dellinterno quali Marsiliana dAlbegna, Poggio Buco e Pitigliano. Oltre duecento reperti provenienti per lo più da corredi funerari ricuperati nelle monumentali tombe gentilizie offrono limmagine di aristocratici pienamente consapevoli, anzi orgogliosi del proprio ruolo di primissimo piano nella società del tempo con unapertura rivolta verso il mondo greco e fenicio-punico. Da questultimo venivano oggetti preziosi che risentivano linfluenza di soluzioni tecniche e stilistiche elaborate nel Vicino Oriente e veicolate dalle navi fenicie e cartaginesi; dal mondo greco provenivano sempre oggetti di lusso, ma soprattutto valori alla base di unideologia che continuò ad essere vitale in Etruria anche quando era già tramontata in Grecia e nelle aree ellenizzate del Mediterraneo. Populonia è rappresentata soprattutto dal corredo funerario, esposto pressoché nella sua interezza, della tomba dei Flabelli. Si possono osservare, per la prima volta insieme, i due utensili che danno il nome al monumento: sono in bronzo e presentano una decorazione ottenuta a sbalzo; notevoli sono anche due armature complete con elmi e schinieri e un servizio di vasi bronzei per il banchetto e il simposio. La documentazione di Vetulonia è affidata al corredo della tomba del Duce che comprendeva, fra laltro, unurna cineraria in argento decorata a sbalzo e vasellame in bucchero di alta qualità ad esaltazione della perizia dei ceramisti etruschi. Una preziosa statuetta davorio ricoperta da foglie doro e raffigurante una divinità femminile è in grado da sola di suggerire la raffinatezza e lapertura mediterranea dei principi di Marsiliana dAlbegna: lopera, realizzata forse localmente, venne scolpita da un artigiano originario del bacino orientale del Mediterraneo e immigrato in Etruria. Da Roselle provengono reperti ricuperati in un ambito diverso da quello funerario: dallarea della cosiddetta «casa con recinto», in cui è stato riconosciuto uno dei più antichi edifici pubblici dellEtruria con valenza sia civile che religiosa. I centri di Poggio Buco e Pitigliano sono documentati prevalentemente da ceramiche come grandi crateri in bucchero e singolari vasi dimpasto ornati da figurine plastiche.
GROSSETO Una rassegna al museo di Grosseto
La mostra "Signori di Maremma" è stata allestita all'interno del Museo Archeologico e d'Arte della Maremma fino al 31 ottobre. La mostra è curata dalle archeologhe Carlotta Cianferoni, Maria Grazia Celuzza e Simona Rafanelli e si concentra sulla fase orientalizzante dell'Etruria tra gli ultimi decenni dell'VIII e primi del VI secolo a.C. L'attenzione è sulle aristocrazie di Populonia e Vetulonia, di una città-stato di cerniera come Roselle e di importanti centri dell'interno come Marsiliana d'Albegna, Poggio Buco e Pitigliano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo