CAGLIARI.Salvaguardare l'ambiente facendo in modo che si costruisca il meno possibile, e ponendo rigidi paletti ogniqualvolta costruire sia strettamente necessario. E' uno dei suggerimenti per il Piano paesistico regionale che gli ambientalisti potrebbero presentare alla Regione, impegnata in queste settimane in una serie di incontri col territorio per conoscere i punti di vista della amministrazioni locali e della società civile sulla legge varata dalla precedente giunta, che ora potrebbe subire qualche aggiustamento. L'argomento è stato al centro di un incontro tecnico svoltosi l'altra sera tra esponenti di Legambiente, Italia nostra, Wwf e Istituto nazionale di urbanistica. «L'idea ha detto Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente è capire come presentarci all'incontro tematico del 26 giugno, cui la Regione ci ha invitati». Insomma, dopo gli amministratori locali, sul tema dovranno essere sentiti anche gli ambientalisti. Il tutto dovrà poi sfociare in proposte che, si spera, siano tenute in considerazione al momento di fare degli aggiustamenti al Piano paesistico e di varare la legge sul Piano casa, che dovrà essere emanata entro metà luglio, pena l'esercizio di poteri sostitutivi da parte del Governo. «Le conferenze organizzate dalla Regione sono utili ha proseguito Tiana . Tuttavia credo che sia necessario capire che queste devono diventare momenti di scambio ordinari e non fatti straordinari». Quanto ai contenuti da proporre, durante l'incontro è emersa l'esigenza che la discussione sul Piano non si limiti a essere una mera lamentela, ma che diventi invece banco di prova per uno scambio d'idee di più alto valore: «Nessuno è interessato a una nuova cementificazione ha detto Enrico Corti, docente all'Università di Cagliari . Se la discussione rimane su questo livello, credo si faranno ben pochi passi avanti». Per Corti le associazioni ambientaliste dovrebbero quindi «alzare il tono, in modo che queste conferenze diventino comunità di studio». Inutile negare comunque che i musi lunghi sul Piano ci sono eccome: le conferenze svolte sinora dalla Regione hanno mostrato come molti amministratori locali, fosse per loro, cambierebbero completamente la legge, mentre diversi altri hanno rilevato solo problemi procedurali. Eppure, ammonisce Corti, una sintesi bisognerà trovarla: in questo momento la carta che la Sardegna si gioca è troppo importante. Al di là di questo, una cosa sembra comunque già chiara: «Come ambientalisti ha detto Luca Pinna del Wwf credo che il nostro ruolo sia far contenere il più possibile il consumo dei suoli. E dare spunti su come costruire quel che invece deve essere costruito». Per l'assessore comunale all'Urbanistica, Nanni Campus, la soluzione di tutti i problemi non è così semplice: sul tema, ha detto, in Italia c'è, a tutti i livelli, molta incoerenza. E c'è un problema di fondo: «Manca un presidio diffuso e la volontà del singolo cittadino di sacrificare una parte della sua libertà».
SARDEGNA - Agenda 'verde' sul piano casa
La Regione ha invitato gli ambientalisti a partecipare a un incontro tematico il 26 giugno per discutere del Piano paesistico regionale. L'idea è quella di salvaguardare l'ambiente costruendo il meno possibile e ponendo paletti ogniqualvolta costruire sia strettamente necessario. Gli ambientalisti hanno espresso la necessità di un cambio di tono e di un approccio più alto valore nella discussione sul Piano, altrimenti non si faranno progressi. La Regione ha già svolto conferenze, ma queste hanno mostrato come molti amministratori locali cambierebbero la legge e altri hanno rilevato solo problemi procedurali. Gli ambientalisti devono quindi trovare una sintesi e contenere il consumo dei suoli.
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