Nella Grande Mela, un parco visionario trasforma una vecchia ferrovia in un giardino sospeso NEW YORK Era stata costruita, nel 1934, per trasportare bestiame e approvvigionamenti nella zona sud di Manhattan, alle grandi celle frigorifere del mercato della carne. L'ultimo carico a percorrerla, nel 1980, era composto di tre vagoni con tacchini surgelati. Da martedì scorso, la vecchia ferrovia sopraelevata che corre come un improbabile nastro di archeologia urbana lungo il lato ovest dell'isola è diventata l'ultimo dei 1700 parchi di New York. Un luogo magico dove vivere la città galleggiando tra le sue strade e il cielo che la sovrasta, un punto di vista inedito attraverso cui riscoprire edifici e fisionomie che credevi di conoscere benissimo. È il punto d'incontro tra il design più rarefatto e sofisticato - la natura - e il passato industriale, «pesante», della metropoli. Detestata da negozianti e ristoratori per l'ombra un po' decrepita che gettava sulle avenue sottostanti, la High Line è scampata per un pelo alla demolizione (cui l'aveva destinata l'era Giuliani) grazie a uno scrittore e a un pittore, Joshua Green e Robert Hammond che, a partire dal 1999, hanno lavorato per preservarla. Dai loro sforzi, è derivata un'operazione congiunta tra la città (Bloomberg è un fan del progetto) e un gruppo di ricchi benfattori che hanno raccolto quasi un terzo dei 152 milioni necessari per costruirla e che si faranno carico del 70 del suo mantenimento annuale (nel gruppo, anche la stilista Diane Von Fürstenberg, il tycoon mediatico Barry Diller e il finanziere Philip Falcone). Con una scelta felice, il compito di immaginare questo parco sopraelevato è andato agli specialisti d'architettura per giardini della James Corner Field Operations e allo studio Diller Scofidio Renfro - abilissimo a intervenire su strutture preesistenti (loro anche il megaprogetto di ridisegnare il complesso di teatri, cinema, parchi e piazzette in cui si articola il Lincoln Center). L'ispirazione che sembra averli guidati arriva direttamente dall'immagine della vecchia ferrovia in disuso: binari arrugginiti, listelle di legno abbandonate, ghiaia scura e una vegetazione bassa, arruffata, che riconquista poco a poco il terreno. L'effetto di questa passeggiata di mezzo miglio (quella aperta al pubblico è solo una prima «fetta» del parco; una volta completata, la High Line arriverà fino alla 34esima e sarà lunga 1,5 miglia) non è è una ricostruzione artificiosa del passato, ma una sua libera interpretazione, abilmente calibrata tra romanticismo e minimal, un gesto architettonico complesso eppure di fruibilità immediata. E un'avventura urbana che scorre (parallelamente all'Hudson) tra squarci di fiume, insegne pubblicitarie, gru, canyon di edifici vecchi e contemporanei - dotata di curve, interruzioni improvvise, anfratti, persino di un piccolo anfiteatro vetrato attraverso il quale immergersi nel flusso del traffico della decima avenue. Nonostante la sua interazione con la città - odori, rumori, contrasti visivi - la High Line è un'esperienza di totale serenità, cosa che non si può dire per un'altra recente (e meno felice), iniziativa del municipio della città: l'isola pedonale creata lungo Broadway in corrispondenza di Times Square. Analogamente al restauro di Gran Central Station (salvata, molti anni fa da un gruppo di attivisti, di cui facevano parte Jackie Kennedy-Onassis e il critico d'architettura Brendan Gill) e al nuovo planetario del Museum of Natural History, il parco sulla High Line è l'espressione di una scelta «alta» fatta per uno spazio pubblico. Un'iniziativa il cui spirito civico dovrebbe ancorarsi nello sviluppo delle strade che la circondano in modo da evitare l'occupazione massiccia a base di boutique costosissime e ristoranti trendy, come quella che ha preso piede, qualche isolato più a sud, nel vecchio mercato della carne, snaturandone carattere e vivibilità. Fin dall'annuncio della notizia del nuovo parco, il quartiere circostante è infatti impegnato in un frenetico restyling. Alla base della High Line, dove ha già aperto l'albergo The Standard (costruito come il gigante di un cartoon giapponese a cavallo della ferrovia), è prevista una nuova sede del Whitney Museum, per la cui costruzione è stato da poco siglato il contratto. Lungo quello che sarà l'intero svolgimento del parco, svettano già l'Iac Building (il quartiere generale di Barry Diller), disegnato da Frank Gehry e (quasi finito) un grattacielo a patchwork vetrato di Jean Nouvel. Della Valle Bernheimer, Work AC, Neil Denari e Shigeru Ban firmano altri edifici in costruzione a fianco dei vecchi tenement buildings e a magazzini di mattoni scuri. Molti di questi progetti erano stati varati prima della débâcle economica che ha cambiato l'aria che si respira in città, e della svolta di presidenza (tutte quelle boutique nel meat market, oltre che vuote, oggi sembrano il riflesso di uno spirito datato). Come la crisi condizionerà lo sviluppo della zona è tutto da vedere. Ma New York è una città che dà il meglio di sé quando lavora su contrasti e differenze. E la High Line ne è una prova magnifica.
NEW YORK. Il verde sopra la città
La vecchia ferrovia sopraelevata della High Line, costruita nel 1934, è stata trasformata in un parco giardino sospeso lungo il lato ovest di Manhattan. Il progetto è stato realizzato grazie a un gruppo di ricchi benfattori e alla città di New York, che hanno raccolto fondi per la costruzione e il mantenimento del parco. Il parco è stato progettato dagli specialisti d'architettura James Corner Field Operations e Diller Scofidio Renfro, che hanno cercato di creare un'esperienza di totale serenità e di unione tra la natura e il passato industriale della città.
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