Oltre un centinaio di persone hanno preso parte alla manifestazione organizzata venerdì sera in piazza della Vittoria No al parcheggio sotterraneo. Lo hanno urlato più volte i promotori della manifestazione svoltasi venerdì sera in piazza della Vittoria. Oltre un centinaio di persone, "Comitato per la salvaguardia del centro storico" in testa, hanno voluto manifestare il loro assoluto dissenso al progetto del parcheggio. Una sfilza di simboli e di partiti, dallo spadone leghista alla falce e martello, tutti a far da contorno al comitato. «In questi mesi in cui ci battevamo per l'annullamento della delibera di pubblica utilità - ha affermato Rita Lupo, presidentessa del comitato - abbiamo subìto di tutto: il sarcasmo, i tentativi di imbavagliarci, le minacce di querela. Ebbene, tutto questo non può e non deve fermarci». «Non deve fermarci - continua - perché anche la nostra voce è importante. Una voce per dire che vogliamo un'amministrazione che pensi ai cittadini e alle loro necessità prima che a quelle delle automobili. Vogliamo spazi per far giocare i nostri figli e piazze, come quella della Vittoria, che ritornino ad essere il cuore della socialità e del paese. Un paese che adesso in molti punti è consegnato al degrado». Rivendicazione a protestare quindi. Ma anche a vagliare alternative. «Siamo entrati in politica per rispondere ad una forte esigenza di rinnovamento per questo paese - spiega Antonio Belcari, di "Progetto per Santa Maria a Monte" - e da tempo abbiamo dimostrato di avere a cuore questo paese proponendo soluzioni alternative, contro questa voragine che muterà il comune per sempre. Il sindaco avrebbe mostrato maggiore intelligenza ascoltandoci». C'è poi chi punta il dito sul dato elettorale delle Europee o addirittura pone dubbi sulla regolarità dell'iter procedurale del project sul quale «deciderà tutto la procura della Repubblica, alla quale faremo appello», come afferma Lucchesi dell'Udc. «I candidati alle provinciali di Pd e "Sinistra per Pisa" si erano dichiarati assolutamente favorevoli al progetto - spiega Cristiano Nuti, segretario di Rifondazione Comunista - oggi quelle forze, proprio alle elezioni provinciali, si dimostrano in netta minoranza». Duro l'attacco di "Programma di Libertà", di Manuela Del Grande. «La maggioranza dello scorso anno non c'è più - afferma - e di fronte ad un tale cambiamento dell'opinione sarebbe il caso che il sindaco si dimettesse». Oltre a questo, c'è anche chi punta il dito su tutta quella serie di "avvisaglie" e di misure di bilancio volte secondo alcuni a "far cassa" in vista degli oneri pubblici, oltre 3.300.000 di euro, per il project financing. E' questa la posizione di Filippo Betti, del Comitato delle Colline. «Qualcuno, ormai anni fa, ci presentò questo progetto come iniziativa "a costo zero" - spiega Betti - ad oggi invece questo progetto porterà via a questo Comune oltre 500.000 euro l'anno per 6 anni. Tutto questo mentre vengono tolti soldi alle colline, alla conclusione dell'ex-scuola di Falorni e ai cittadini attraverso nuovi aumenti di tassazione». Il sindaco, però, è intenzionata a tirar dritto. «Vado avanti, certo del parere positivo anche da parte della Soprintendenza a cui tutti si appellano - afferma Turini -. Devo inoltre prendere atto del fatto che la manifestazione era di carattere politico, dati gli autori degli interventi. Un "piccolo consiglio comunale" senza la maggioranza, col solo intento di non informare realmente i cittadini. Si sta parlando di un atto, già prodotto, attraverso un iter a momenti condiviso da chi oggi si oppone. Di fronte a questo,io sindaco ho il dovere, per la responsabilità del governare, di andare avanti». «Chi oggi si oppone e mi accusa di arroganza - continua - porta avanti un'opposizione per certi casi ambigua, come il Psi che si dichiara in maggioranza e in ogni caso con un atteggiamento contrario,privo di spiragli e di alternative. Questa è arroganza». Nilo Di Modica