Gian Arturo Ferrari duella con Ezio Mauro E le attrici comiche «sono quasi sempre bruttine». Quando le lettere sono più sincere dei libri. La differenza fra i siciliani e gli indiani d'America POTERE DEI MEDIA. 1800 studenti hanno partecipato al concorso dell'Ansa e del Grinzane Cavour «Scrivere la notizia, comunicare la notizia». Al convegno legato alla premiazione, Boris Biancheri ha spiegato che «quand'ero ambasciatore negli Usa, ho sperimentato come la tv influenzi la politica. Il 90 degli americani non sapeva dove fosse la Somalia, ma bastarono poche immagini di dolore e carestia a determinare l'invio delle truppe. Fu poi sufficiente un filmato di un minuto e mezzo su un marine nel sangue a Mogadiscio per far ritirare, in 12 giorni, i soldati». CATACLISMA IN EDICOLA. Così Beppe Laterza ha definito i milioni di libri (45 nel 2002,60-70 nel 2003, contro 100 milioni di pezzi smerciati nelle librerie) venduti in abbinamento ai quotidiani, al dibattito in cui hanno incrociato le lame Gian Arturo Ferrari (Mondadori) e Ezio Mauro (direttore di Repubblica), accanto a Giulio Lattanzi (Rcs) e Stefano Mauri (Garzanti). «Lotteremo fino alla morte - ha detto Ferrari - contro una nuova rivoluzione: dopo i classici e le enciclopedie, gli editori di quotidiani immettono sul mercato prodotti nuovi. Il Corriere della Sera ha comprato i diritti di Christian Jacq». Irritata la replica di Mauro: «Libri e giornali sono prodotti affini. Gli editori di quotidiani, nel proporreanche libri, fanno il loro mestiere». I BELLI, I BRUTTI E LE SCIMMIE. Al dibattito sull'umorismo nel fumetto coordinato da Gian Paolo Caprettini in Sala rossa Garetta Muti, direttore di Topolino, ha spiegato che «i belli m'annoiano: non sanno far ridere. Per questo le attrici comiche sono quasi sempre bruttine, e le belle debbono mascherarsi». In Sala Blu Piero Bianucci, presentando Ridere è una cosa seria di Donata Francescato (Mondadori) ha spiegato che, dati alla mano, sono più le donne a ridere e più gli uomini a far ridere, anche per sedurle. Francescato ha rivelato che «anche le scimmie si fanno il solletico». Pier Giorgio Strata ha affrontato il sorriso sul piano neurologico e Fulvio Scaparro (La voglia di sorridere, Frassinelli) ha sancito la «superiorità dell'umorismo sulla satira e la comicità». Da Daniela Marcheschi, conferenza sull'umorismo del Leopardi delleOperette morali. LA VERA STORIA. Lo storico Nicola Tranfaglia pubblica con Bompiani Le origini della Repubblica: lavorando su documenti inediti della polizia e dei servizi segreti Usa racconta i rapporti tra americani ed ex quadri fascisti dopo l'8 settembre, dimostrando che «a Portella della Ginestra, accanto ai mafiosi, spararono anche uomini della X Mas». ELOGIO DELL'EPISTOLA. Lo ha tessuto l'editore Rosellina Archinto che dedica un'intera collana alle lettere, da quelle di Flaiano a quelle di più di una testa coronata, e di maestri come Wagner o Rilke. «È una conversazione intima che spinge le persone a esprimersi in modo più profondo e sincero rispetto a quanto accade nei loro stessi libri». MITI SICILIANI. Matteo Collura è in libreria con Sicilia, tra mito, storia e attualità (Longanesi) presentato ieri da Mario Baudino. «Il paradigma - chiave dei siciliani - ha detto l'autore - sta nella pazzia di Enrico IV narrata da Pirandello: una follia da cui il re finge di essere colpito anche quando rinsavisce. Continuamente invasi, a differenza degli indiani i siciliani non si sono estinti. Ma sono inquilini della storia desiderosi di essere sfrattati». ANTROPOLOGIA DELLA DISTRUZIONE. Così Khaled Fouad Allam parla di Cerimoniale che l'algerino Rachid Boudjedra firma per Epoche. Il romanzo, a trama poliziesca, «è un corpo a corpo con l'orrore di un autore che riflette sulla sanguinosa fine del dominio coloniale sull'Algeria».