La questione relativa alla costruzione dell'immobile nel cortile del palazzo delle Muse dimostra il dilettantismo di alcuni membri dell'amministrazione Lunardini. Quando si apre un caso negativo, l'unica reazione è quella di trincerarsi dietro le posizioni tecniche espresse da soggetti istituzionali diversi, dimenticando le competenze politiche e amministrative che sono prerogativa esclusiva di sindaco e assessori. La costruzione, oggetto anche di interrogazione ministeriale, salta all'occhi anche a un cieco; è un "mostro" posto in un luogo "sacro" per la cittadinanza. Peraltro, a una attenta lettura degli atti, si scopre che la Soprintendenza, chiamata in causa dall'assessore, il 31 marzo 2008 autorizzava con questa clausola: "...eserciterà l'alta sorveglianza sui lavori e dovrà essere pertanto informata con congruo anticipo della data di inizio degli stessi, per consentire di effettuare l'eventuale sopralluogo preventivo". Si tratta di un solo mese prima del cambio della giunta. Possibile che nessuno si sia posto il problema di verificare cosa sarebbe successo in quel sito così importante? E poiché nessuno della giunta si è ancora espresso, quale è il loro parere? A mio avviso il centrodestra deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità in merito al cortile del Palazzo delle Muse e predisporre l'abbattimento. Non mi pare che la Soprintendenza, dietro cui ci si nasconde, brilli per capacità intuitiva visto che anche sulla prossima colata cementizia in piazza Mazzini e più esattamente nella zona dell'ex Casa del Fascio, nella prima conferenza dei servizi esprimeva parere negativo e poi, sorprendentemente, nella seconda conferenza ribaltava il parere. Il centrodestra ha sempre criticato la precedente amministrazione Marcucci per la propria tendenza alla cementificazione; e sarebbe opportuno che l'assessore competente, per non subirne influssi sfortunati, gestisse con la massima attenzione il settore liberandosi, se possibile, anche della continua presenza nelle sue stanze dell'ex assessore Manfredi. Alessandro Bolognesi, Pdl