PATRIMONIO. IL TRIBUNALE DI PESARO DÀ UNA SVOLTA ALLA QUERELLE CON IL GETTY MUSEUM La statua di Lisippo Potrebbe essere ad una svolta la vicenda del «Getty Bronze», la statua dell'Atleta di Fano attribuita allo scultore greco Lisippo, da 45 anni al centro del più noto contenzioso d'arte fra Stati, l'Italia e gli Usa. Il bronzo, ripescato nel settembre del 1964 al largo di Fano dal peschereccio «Ferruccio Ferri», e acquistato al prezzo di 3 milioni e 900 mila dollari dal Museo Getty di Malibu, che lo espose per la prima volta nel 1974, è a tutti gli effetti «un bene indisponibile dello Stato italiano». Lo ha stabilito ieri, dopo quasi mezzo secolo di battaglie, il gip di Pesaro Lorena Mussoni, con un'ordinanza emessa in incidente di esecuzione. Nel 2007 il pm Silvia Cecchi aveva chiesto la confisca del bronzo, sulla base di un esposto dell'associazione culturale «Le cento città». L'allora gip Daniele Barberini aveva archiviato, ma il pm si era opposto, e aveva promosso l'incidente di esecuzione, che ora segna un primo punto a favore dell'Italia. Gli avvocati del Getty avevano sollevato eccezioni di competenza e giurisdizione, tutte respinte. Il 6 luglio ci sarà una nuova udienza per l'affidamento ad un interprete della traduzione di documenti esibiti dal museo statunitense a prova della propria «buona fede», e poi, verosimilmente in autunno, il gip trarrà le sue conclusioni, decretando o meno la confisca della statua. Il Lisippo, ha argomentato il gip, è diventato bene dello Stato nel momento in cui è stato imbarcato su un peschereccio del nostro paese e ha toccato il suolo di Fano. Difficile per il Getty dimostrare la buona fede di quell'acquisto, anche se tutti a Pesaro sono rassegnati al fatto che i legali del museo daranno battaglia fino in Cassazione se il gip dovesse optare per la confisca. La statua rimase fuori dall'accordo siglato dall'allora ministro dei beni culturali Francesco Rutelli e il Getty sulla restituzione di 39 opere d'arte anche perchè la magistratura aveva riaperto il caso..