Gli impianti per i telefonini dovrebbero essere installati a Castello D'Albertis e Palazzo Galliera. Via libera di Tursi, la circoscrizione dice no. In via Garibaldi i ripetitori saranno mimetizzati da camini mentre in corso Dogali imiteranno un torrione. Antenne della telefonia sui musei e i palazzi storici della città. Il Comune ne concede l'installazione anche se gli impianti sono vicini a edifici scolastici. Un tempo fu proprio l'amministrazione comunale a considerare le scuole intoccabili dalle antenne, ma poi la legge regionale ha sancito che la distanza ravvicinata con posti abitati dalla fascia di popolazione più debole non è più un problema. Le antenne si innalzeranno a breve su palazzo Galliera, alle spalle di palazzo Bianco, parte integrante del complesso museale di Tursi e sulla torre principale del castello d'Albertis, dove nel 2004 si inaugurerà il museo etnografico. A meno ai 60 metri dall'impianto di palazzo Galliera c'è il giardino della scuola materna Maddalena in salita San Francesco. A meno di duecento metri dal D'Albertis c'è la materna Bertoncini. Ma quest'ultima antenna sembrerebbe meno potente. Tuttavia una volta riaperto al pubblico il piccolo ma delizioso parco del D'Albertis ritornerà affollato di bambini e anziani. Comitati di genitori e insegnanti sono già in allarme. L'inquinamento elettromagnetico non è più lo spauracchio di alcuni anni fa, Genova ha raggiunto un protocollo d'intesa (che sta per adottare l'intera Associazione Nazionale dei Comuni e lo stesso ministero delle Comunicazioni perché stabilisce in modo preciso i rapporti fra le aziende della telefonia e i comuni) che avrebbe svolto anche una funzione "tranquillizzante" sulla popolazione. La facoltà di ingegneria dell'università di Genova ha il compito di controllare l'impatto ambientale e finora non sono state comminate sanzioni per violazione dei limiti di legge. La cittadinanza è stata informata anche con un libretto che il Comune ha distribuito in 25 mila copie. Tutto a posto dunque? Mica tanto. Quelle antenne sono in alcuni casi ancora vissute come fantasmi portatori di alterazioni fisiche o ambientali, anche se non vi è alcuna certezza scientifica, nel bene e nel male. Non ci sono più stati blocchi stradali né interventi della forza pubblica, ma l'antenna della telefonia mette in apprensione e ha la forza comunque di aggregare comitati spontanei in un pomeriggio. A suo tempo anche il museo Chiossone fu reclutato per l'installazione di un impianto ma dagli uffici della Soprintendenza dei Beni Architettonici si ricorda che i massimi dirigenti ne bloccarono l'installazione appellandosi al fatto che la villetta Di Negro è sotto vincolo (dal 1909) in quanto monumento architettonico e ambientale e l'edificio del museo, anche se recente, è comunque protetto dalla legge del 1999 che chiede sostanzialmente il rispetto degli edifici d'arte. Se è per quello le aziende della telefonia oramai si sono attrezzate e cammufferebbero l'impianto a sei antenne dietro Palazzo Bianco sotto un finto camino. E forse l'antenna di D'Albertis diventerà un finto merlo del torrione centrale. In questo caso, risolto il problema dell'arredo urbano, anche la soprintendenza farà un passo indietro? E che diranno i responsabili dei musei all'idea che squadre di manutenzione degli impiantì avranno libero accesso in posti assai delicati quali sono gallerie e palazzi storici? Affila le armi il consiglio di circoscrizione centro-est dove Alberto Ansaldo, coordinatore della commissione urbanistica ambiente e territorio, è un buon esperto di telefonia mobile. L'altra sera è stata bocciata all'unanimità l'antenna di palazzo Galliera, mentre riguardo D'Albertis ci sarebbe un pronunciamento negativo per quel che riguarda il sito, ma il basso voltaggio dell'antenna sarebbe considerato meno inquietante. Del resto il protocollo d'intesa da un ruolo di mediatore alla circoscrizione ma apre anche due strade obbligate: la prima è che se le aziende della telefonia ottengono di occupare il sito da loro prescelto si impegnano a sostenere economicamente il monitoraggio ambientale, la seconda è che se non si trova l'assenso con la gente, con la circoscrizione, si deve comunque individuare un altro sito.
Le antenne sui musei
Il Comune di Genova ha autorizzato l'installazione di impianti per i telefonini a Castello D'Albertis e Palazzo Galliera, ma la circoscrizione centro-est ha bloccato l'installazione a via Garibaldi. Le antenne saranno mimetizzate da camini e torrioni. Il Comune ha anche autorizzato l'installazione in corso Dogali, vicino a edifici scolastici. Le antenne si innalzeranno a breve su palazzo Galliera e sul castello d'Albertis. Alcuni comitati di genitori e insegnanti sono in allarme per l'inquinamento elettromagnetico. Il Comune ha distribuito un libretto per informare la cittadinanza, ma alcuni comitati spontanei si sono formati per protestare.
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