Il ministro ha incontrato l'arcivescovo Conti. Si recuperano i beni ed i luoghi sacri Buone notizie sul fronte dei beni culturali diocesani. Il ministero darà tutto l'appoggio perché i progetti della Diocesi vadano in porto. Questo è il succo della visita del ministro alla Cultura Sandro Bondi a Fermo. Ufficialmente, infatti, la venuta in città dell'esponente del governo Berlusconi era stata programmata per visitare il Museo Diocesano sito nelle adiacenze della Cattedrale e per un incontro con l'arcivescovo metropolita di Fermo e presidente della Conferenza episcopale marchigiana, Mons. Luigi Conti. «Ho avuto l'occasione per fare un doveroso omaggio - ha affermato l'on. Bondi - a sua eccellenza, l'arcivescovo di Fermo. Abbiamo come ministero ai Beni Culturali alcuni progetti che speriamo di poter sostenere e che riguardano la Diocesi. Ho assicuraro a Monsignor Conti tutto il mio impegno perché questi progetti che sono stati inviati abbiano l'attenzione necessaria». L'incontro tra Bondi e l'arcivescovo di Fermo è durato una ventina di minuti. il ministro, insieme ai dirigenti del Pdl regionale ed al sindaco di Fermo, subito dopo la fine della conferenza stampa per sostenere i candidati del Pdl al ballottaggio delle provinciali, ha attraversato velocemente Piazza del Popolo tra due ali di sostenitori si è diretto all'arcivescovado di via Sisto V. Qui è stato ricevuto dall'arcivescovo in forma privata. Anche i due coordinatori provinciali sono rimasti nel corridoio dell'arcivescovato nel corso dell'incontro tra Conti e Bondi. La Diocesi di Fermo ha un gran numero di luoghi sacri da restaurare e tantissimi beni culturali all'interno delle chiese sparse nel suo vasto territorio che va dal fermano al maceratese fino ad alcuni centri dell'ascolano. Molte delle opere pi importanti della Diocesi sono state ospitate nel museo diocesano di recente realizzazione. La struttura è quasi l'ideale prolungamento della Cattedrale cui è contigua. Durante i lavori di adeguamento sono state recuperate anche alcune stanze delle adiacenze, collegate al complesso e ampliata così l'area espositiva. Il progetto è opera dell'arch. Fabio Torresi, il quale, oltre al recupero e all'adattamento dell'immobile, ha curato anche le aree espositive, i servizi, i contenitori, con strutture apposite, coordinate stilisticamente e organizzando il percorso espositivo, con il risultato di una realtà omogenea e architettonicamente di grande interesse».