Varato il progetto di riforma voluto da Bondi Granata: più attenzione alla tutela del paesaggio I rilievi dei parlamentari del PdL per la scomparsa della Darc (la direzione del paesaggio). Fioccano critiche anche dall'opposizione Il governo dà il via libera alla riorganizzazione del ministero per i Beni culturali e scoppia la polemica con l'opposizione. Tra le principali novità, ricordano dal ministero di Via del Collegio Romano, l'istituzione della direzione generale per la valorizzazione del Patrimonio culturale, che consentirà maggiore incisività nella promozione e nello sviluppo di questo settore, con lo scopo di garantire una maggiore conoscibilità e fruibilità dei beni culturali. Importante - sottolinea infine il ministero anche la costituzione della direzione generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte contemporanee». Il nuovo regolamento del Ministero diventerà efficace dopo la registrazione della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Novità interessanti, per il Pdl, ma con alcuni punti da chiarire. Secondo Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia e capogruppo Pdl in Commissione cultura, la riforma «contiene elementi di novità che condividiamo come la creazione di una direzione generale che si occupi esclusivamente della promozione e valorizzazione del nostro enorme patrimonio storico culturale». Granata sottolinea però come «con la scomparsa della Darc (la direzione del paesaggio e delle arti contemporanee) resta comunque il nodo di un'adeguata tutela del paesaggio». A tal fine, fa notare Granata, «è auspicabile che il ministro Bondi quantomeno individui un metodo, un organismo e un gruppo di professionalità interne al ministero che non disperdano la grande storia di tutela paesaggistica che appartiene al Mibac e che anzi la rilancino in forme nuove e all'altezza dei gravi attacchi a cui ogni giorno è esposto il paesaggio italiano». Il paesaggio, conclude il parlamentare pdl, «è la più grande infrastruttura immateriale dell'Italia ed è un argomento centrale delle dichiarazioni programmatiche del ministro Bondi: per questo spero che ci sia grande attenzione e, se occorrerà, qualche modifica legislativa in corso d'opera», dice Granata. Più duro il commento dell'opposizione, secondo cui la bellezza dell'Italia «è a rischio», dopo la riforma. Secondo la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, «lo smantellamento della Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio e la creazione di quella per la valorizzazione non sono le azioni di cui necessita il nostro patrimonio culturale. Servirebbero risorse umane e finanziarie, chiarezza di competenze, decisioni non burocratizzate, collegamento fra direzioni centrali e periferiche; eppure, di tutto ciò nelle proposte del governo non c'è traccia». Approvando questo regolamento, conclude Ghizzoni, «Bondi ha dimostrato la sua impermeabilità a tutte le critiche che si sono levate, anche all'interno del suo schieramento e del mondo associativo, sul merito e l'opportunità di questa riforma. Le commissioni cultura di Camera e Senato avevano chiaramente invitato il ministro a non procedere su questa strada: ma com'è ormai prassi per il Governo, quello che dice il Parlamento è sempre sbagliato».
Beni culturali, via libera al riassetto
Il governo ha varato un progetto di riforma voluto da Bondi Granata, che prevede la creazione di una direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale e la costituzione di una direzione generale per il paesaggio, le Belle Arti, l'Architettura e l'Arte contemporanee. La riforma è stata criticata dall'opposizione, che ha sottolineato la necessità di risorse umane e finanziarie, chiarezza di competenze e decisioni non burocratizzate. Il ministro Bondi ha affermato che la riforma contiene elementi di novità che condividono, ma ha anche sottolineato il nodo di un'adeguata tutela del paesaggio.
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