Il convegno di Romanatura Tra vincoli e imprese Valorizzazione delle zone agricole e dello sviluppo socio-economico sostenibile nelle aree protette della capitale, riduzione dei vincoli per le imprese all'interno delle aree protette, la tutela ambientala come occasione per intraprendere un'attività economica. Sono questi i temi emersi nel convegno "Conservare per produrre, produrre per conservare", organizzato ieri presso la Camera di Commercio di Roma da RomaNatura, ente regionale che gestisce e valorizza oltre 14mila ettari di 15 aree naturali protette nel Comune di Roma. Hanno partecipato al convegno: la Camera di Commercio di Roma, la Federparchi nazionale, le associazioni di categoria del mondo agricolo (Coldiretti Roma e Lazio Cia Roma, Confagricoltura Roma), l'azienda romana mercati, imprese e aziende agricole e rappresentanti del mondo politico. "La valorizzazione delle risorse paesaggistiche ambientali e storico culturali del territorio è diventata una grande occasione per fare business - ha spiegato Pietro Abate, segretario generale Cciaa Roma - Una crescita ecosostenibile è l'unica scelta possibile per il nostro paese. Il prossimo anno predisporremo il nostro piano pluriennale per i prossimi cinque anni e il tema della difesa del patrimonio ambientale avrà un ruolo più centrale". "Le aree protette - ha spiegato invece Francesco Petretti, presidente di RomaNatura - costituiscono una sorta di ventunesima regione italiana con ben 30mila chilometri quadrati di superficie e con tanti abitanti e imprese al proprio interno. Il 'nemico' non è più all'esterno, ma è interno alla struttura e deriva dalla sua fragilità economica. Il futuro delle aree protette è possibile nella misura nella quale riusciamo a farle diventare fonti di guadagno per chi ci vive. Dobbiamo far ritenere a chi ha un'impresa all'interno di un'area protetta che questo fatto non è una iattura per via dei molteplici vincoli, ma rappresenta una possibilità. Chiediamo quindi agli imprenditori di conservare il territorio e offriamo loro in cambio la possibilità che la loro produzione abbia un plusvalore". Tra le criticità individuate per il settore agricolo nelle aree protette Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura Roma ha sottolineato: "Il biologico deve rimanere una scelta dell'imprenditore e non deve diventare un'imposizione da parte delle istituzioni", mentre Giuseppe De Angelis (Azienda agricola Bianca Mori-Parco di Veio) si è lamentato del fatto che "non si riesce ad arrivare ad una legge che bilanci la protezione della fauna con la protezione agricola". Su quest'ultimo tema Petretti ha risposto: "per quanto riguarda i danni provocati dalla selvaggina, stiamo arrivando a una soluzione. Comunque non è possibile che i parchi diano metà delle proprie risorse per risarcire gli agricoltori".