E sulla questione digestore anaerobico, l'impianto che dovrebbe sorgere a ridosso della Contrada Saiano di Sant'Agata de' Goti, arriva il parere di Marco Lupo, dirigente del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare... E sulla questione digestore anaerobico, l'impianto che dovrebbe sorgere a ridosso della Contrada Saiano di Sant'Agata de' Goti, arriva il parere di Marco Lupo, dirigente del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Una analisi non vincolante che, il dirigente seppur non in possesso del progetto, traccia sulla base delle informazioni in suo possesso, concludendo che la procedura seguita per la realizzazione dell'impianto non è conforme ai dettami legislativi. "E' stata verificata la documentazione relativa alla realizzazione di un impianto di digestione anaerobica in Comune di Caserta scrive Lupo -. Considerando che non è possibile valutare il progetto presentato in quanto lo stesso non è noto a chi scrive, va comunque evidenziato che la progettazione, autorizzazione e realizzazione di trattamento rifiuti deve essere pianificata ed impostata così come prevede il Piano regionale redatto ai sensi dell'articolo 199 del D.Lgs 15206, che nel caso della Regione Campania è stato recepito con ordinanza del Commissario di Governo n. 50007. Proceduralmente, dopo la pianificazione, essenziale per la corretta gestione integrata dei rifiuti, la procedura da seguire è quella dell'articolo 2008 del D.Lgs 15206 (autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti), il quale, al punto 1 prevede che 'i soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, anche pericolosi, devono presentare apposita domanda alla regione competente per territorio, allegando il progetto definitivo dell'impianto e la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso dalle disposizioni vigenti in materia urbanistica, di tutela ambientale, di salute, di sicurezza sul lavoro, e di igiene pubblica. Ove l'impianto debba essere sottoposto alla procedura di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, alla domanda è altresì allegata la comunicazione del progetto all'autorità competente ai predetti fini; i termini di cui ai commi 3 e 8 restano sospesi fino all'acquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale ai sensi della parte seconda del presente decreto'. Susseguentemente in base al punto 3: 'entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma, la regione individua il responsabile del procedimento e convoca apposita conferenza dei servizi cui partecipano i responsabili degli uffici regionali e competenti e i rappresentanti delle Autorità d'ambito e degli enti locali interessati. Alla conferenza è invitato a partecipare, con preavviso di almeno venti giorni, anche il richiedente l'autorizzazione o un suo rappresentante al fine di acquisire documenti, informazioni e chiarimenti. La documentazione di cui al punto 1 è inviata ai componenti della conferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la riunione; in caso di decisione a maggioranza, la delibera di adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazione rispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza. In conclusione, per quanto di competenza si evidenzia che la procedura seguita non è idonea a costituire autorizzazione dell'impianto in quanto non risultano né i presupposti (previsione nell'ambito del piano regionale di gestione dei rifiuti) né le procedure previste dalla normativa vigente (art.208 del D.Lgs 15206). Si osserva inoltre che la delibera esaminata non appare idonea nemmeno ai fini del conseguimento del finanziamento POR che richiede invece, per l'asse 1.1, che gli impianti siano già pianificati eo autorizzati". È questo un parere che si concilia con i motivi di opposizione alla realizzazione dell'impianto avanzati dal Comitato "Contrada Saiano No impianto digestione", che poneva l'accento su fattori escludenti e penalizzanti così come previsti ed individuati nel Piano Regionale Rifiuti Urbani della Regione Campania. "E' una conferma e un rafforzamento sia alle motivazioni che alla fondatezza delle azioni che il nostro comitato sta mettendo in essere dal ventidue novembre scorso" commentano i rappresentanti del sodalizio di Saiano. Ricordiamo che tra le osservazioni e le obiezioni sollevate dal comitato, costituito da circa settecento cittadini, ci sono le caratteristiche del territorio, la vicinanza ai nuclei abitati, i servizi e le infrastrutture necessarie al funzionamento dell'impianto e valutazioni di impatto ambientale. "La zona interessata dall'impianto è caratterizzata dalla presenza di numerosi uliveti, vigneti e meleti, tra cui la coltivazione della Mela Annurca, prodotto tipico locale molto valorizzato negli ultimi anni dai comuni di Valle di Maddaloni e Sant'Agata de' Goti. Per quanto riguarda poi i servizi generali continua il comitato - che il sito prescelto dovrebbe possedere si fa presente che la contrada Saiano è sfornita di qualsiasi rete fognaria, né è raggiunta da conduttura per la fornitura del metano, né infine è presente sul territorio alcun impianto di depurazione atto a garantire lo smaltimento dei reflui provenienti dal sito di digestione anaerobica. Inoltre, l'integrità dell'impianto nel suo complesso potrebbe essere gravemente compromessa dalla presenza di elementi geologici quali alvei fluviali, fenomeni franosi e instabilità dei pendii, erosione accelerata". Continua dunque la protesta degli abitanti di Saiano, che attraverso il Comitato assicurano una decisa opposizione alla realizzazione dell'impianto. "Quello espresso dal dott. Lupo è un parere autorevolissimo ma non vincolante per la definitiva bocciatura del prescelto sito di Pozzovetere, a ridosso della contrada Saiano nel comune di Sant'Agata de' Goti, e pertanto la nostra civilissima lotta continuerà senza sosta alcuna fino al raggiungimento dell'obiettivo ovvero fino alla delocalizzazione dell'impianto in un'area idonea".