Roma. Si alza il livello dello scontro tra Regioni e Governo sul nodo delle autonomie e delle competenze. Tante le questioni diventate spinose: da troppo tempo i governatori si lamentano perché attendono risposte o perché si sono sentiti scavalcati dall'Esecutivo. Sanità, nucleare, fondi Fas, casa, turismo: la lista è diventata troppo lunga, ha fatto intendere il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. A questo punto è «urgente un incontro con il presidente del Consiglio» per «fare chiarezza», ha detto. Poi ha preso carta e penna e ha scritto, «a nome di tutte le Regioni, al ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, perché rinnovi la richiesta di un incontro con Berlusconi». E così il confronto con il governo resta in stand-by. La conferenza unificata e la Stato-Regioni, che erano convocate per il pomeriggio, e che solitamente seguono la conferenza delle Regioni e rappresentano la sede ufficiale di raffronto tra il livello regionale e quello governativo, sono slittate. Un rinvio, tra l'altro, che arriva a pochi giorni dalla prima tornata delle Amministrative che ha ridisegnato la mappa di comuni e province a favore del centrodestra e cade, quindi, in una fase politica molto delicata. Le frizioni tra Regioni e Governo proseguono già da diversi mesi. Con le Regioni del Sud, Sicilia in testa, la questione più sensibile riguarda i fondi Fas: non è chiaro, come ha sottolineato Errani, il quadro complessivo delle risorse, ovvero l'entità dei tagli ai fondi. Altri scontri sono stati causati dai provvedimenti sugli ammortizzatori in deroga e quelli su casa e semplificazione edilizia. Sul primo si è trovata l'intesa. Sul secondo l'accordo sembrava cosa fatta a inizio aprile. Poi, dopo il terremoto in Abruzzo, la strada è ripresa in salita: tra un rinvio e l'altro in Consiglio dei ministri e in conferenza Stato-Regioni, è dal 29 aprile che la vicenda si trascina e non si riesce a trovare la quadratura del cerchio. Poi c'è stata l'istituzione del ministero del Turismo, una «scelta unilaterale» fatta senza tener conto delle competenze regionali in materia. Un'altra vertenza rischia di aprirsi anche sul nucleare, perché il ddl Sviluppo, il provvedimento che contiene parte delle norme per il rilancio dell'energia atomica in Italia, «non indica le competenze delle Regioni in quest'ambito». Infine, la sanità. «Stiamo ancora attendendo una proposta del governo sul patto della salute 2010-2013», ha affermato Errani, ma il presupposto di partenza è che «noi riteniamo sottostimato il fondo sanitario 2010-2011».