Nomina su nomina: così il presidente ha piazzato i fedelissimi. Il Pdl: "Arraffa tutto" Prima e dopo la crisi sono stati messi dirigenti dellMpa nei posti strategici Il governatore: "Ai prescelti ho dato una sola missione tagliare le spese e questo dà fastidio" Prende tutto lui, prende tutto "Arraffaele". Il nomignolo partorito dalla fervida mente di cinque deputati regionali dellala ostile del Pdl viene affibbiato a Lombardo e alla sua «inarrestabile occupazione del sottogoverno». Vuole evidenziare la marcia sempre più veloce del generale dellMpa e delle sue legioni alla conquista degli avamposti della Regione. Da maggio in poi, nel momento di maggiore tensione allinterno del centrodestra, immediatamente prima e subito dopo lazzeramento della giunta, il governatore ha moltiplicato le nomine. E sono quelle, adesso, loggetto dello scontro politico. Anche perché ai vertici della burocrazia e delle società regionali Lombardo non ha mancato di piazzare ex dirigenti ed ex parlamentari del Movimento per lautonomia. Lultima designazione è stata quella di Pietro Rao, già deputato partinicese della Colomba, collocato al timone di Italia Lavoro Sicilia al posto di Mario dAcquisto, che fu presidente della Regione allinizio degli anni '80. Un altro ex deputato dellMpa, Antonino Amendolia, è da tempo stato inserito da Lombardo nel servizio di controllo strategico. Nomine che si sommano a quelle di due dirigenti dellMpa, Nicola Vernuccio e Rossana Interlandi, ex commissari del partito a Palermo e Caltanissetta che oggi guidano i dipartimenti regionali dellIndustria e del Territorio. Al momento di deliberare sui loro contratti da 190 mila euro lanno, lex assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda, vicino allUdc, lasciò la seduta di giunta. Ma Vernuccio fa notare che «le retribuzioni dei dirigenti esterni sono inferiori a quelle degli alti burocrati nominati dal governo precedente». I nemici di Lombardo nelle file del Pdl e dellUdc (tanti) fanno notare che la «furia sostitutrice» di Lombardo, per dirla con le parole del predecessore Salvatore Cuffaro, è cresciuta nelle ultime due settimane. Nel corso delle quali, dopo aver estromesso dal governo «chi remava contro», il presidente ha scelto personalmente i burocrati cui affidare i rami damministrazione rimasti senza guida politica: Salvatore Sammartano, ex assessore provinciale di Musotto, allAgricoltura, Sergio Gelardi (già capo di gabinetto di Lino Leanza) ai Beni culturali, Cosimo Aiello al Lavoro. Anche gli ex forzisti che si sono schierati al fianco di Lombardo hanno avuto il loro riconoscimento: da Alessandra Russo - dirigente vicina a Dore Misuraca nominata a capo del dipartimento Lavori pubblici - a Michele Lonzi, neo commissario dellistituto per lincremento ippico che si è invece giovato del legame con lasse Prestigiacomo-Bufardeci. E nel riassetto delle spa regionali Lombardo ha fatto leva su burocrati del proprio ristretto staff: il capo di gabinetto vicario, Gianluca Galati, è stato scelto per la guida di un importante società come Siciliacque. E Nino Scimemi, il principale collaboratore del governatore a Palazzo dOrleans, figura oggi nel cda della stessa Siciliacque e di Sicilia e-servizi. La maggior parte di queste nomine è stata fatta in piena campagna elettorale. Come quella del commissario dellIacp di Catania Girolamo Ganci, effettuata due giorni prima del voto: neanche il silenzio elettorale riuscì, in quelloccasione, a trattenere lira del coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione. Gli avversari di Lombardo usano larma del sarcasmo. Ecco Cuffaro: «Mi tolgo il cappello davanti a tecnici così preparati scelti fra ex parlamentari e dirigenti dellMpa. A molti di loro sono stati riconosciuti evidentemente meriti acquisiti in campagna elettorale». La nota dei cinque deputati del Pdl vicini ad Alfano e Castiglione (Mancuso, Bosco, Corona, DAsero e Limoli) parla di «politici bocciati dalle urne che trovano una comoda ricollocazione grazie allazione innovatrice e sicilianista di "Arraffaele" Lombardo. Ma tutto ciò non contrasta con un serio progetto di sviluppo». E anche Enzo Galioto, senatore Pdl ed ex presidente dellAmia, si dice "colpito": «Lombardo dice di aspettare un chiarimento ma continua a dare sistemazioni di qualunque tipo ai suoi amici di partito». Lombardo, di ritorno da Roma, si lascia scorrere addosso la tempesta: «Doverano, i signori che adesso criticano e fanno ironia, quando le società pubbliche regionali accumulavano debiti da far rabbrividire? Doverano, quando si consumavano sperperi e sprechi? E allora, prima di giudicare, attendano i fatti. Io, ai dirigenti nominati, ho dato un unico mandato: ridurre le spese. Questo, magari, dà fastidio».
SICILIA - Burocrati e manager, larmata di Lombardo
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Lombardo, ha nominato nuovi dirigenti per i vari rami dell'amministrazione regionale. Tra questi, ex dirigenti dell'Mpa e ex parlamentari del Movimento per l'autonomia. Il governatore Lombardo ha affermato che ha dato loro un unico mandato: ridurre le spese. I nomi sono stati scelti in piena campagna elettorale, e molti di loro sono stati riconosciuti meriti acquisiti in campagna elettorale. I nemici di Lombardo hanno criticato le nomine, affermando che il governatore sta "arraffando" i burocrati del suo partito. Lombardo ha risposto che i dirigenti nominati hanno un unico mandato: ridurre le spese.
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