LA POLEMICA Sembra una ferita destinata a riaprirsi in continuazione. Il governo greco del premier Costas Karamanlis ha respinto l'offerta del British Museum di prestare per alcuni mesi al neonato Museo dell'Acropoli di Atene i marmi del Partenone (che Lord Elgin aveva trafugato nell'Ottocento) «in cambio del riconoscimento della proprietà britannica sui fregi» ( foto). Il ministro della Cultura ellenico Antoni Samaras è stato categorico: accettare la proposta sarebbe come «legalizzare il saccheggio avvenuto duecento anni fa». Non è che l'ultimo atto di una «crisi eterna» ora aggravata dall'apertura, il prossimo 20 giugno, del nuovo museo progettato dall'architetto svizzero (con studio a New York e Parigi) Bernard Tschumi: 14 mila metri quadrati con «tutte le meraviglie dell'Acropoli», ma senza i fatidici fregi. A guidare la campagna per la restituzione è oggi lo scrittore Alexis Mantheakis (ex portavoce della famiglia Onassis): per lui «la Gran Bretagna non restituirà mai i marmi del Partenone a meno che non vi sia costretta». Intanto cresce la mobilitazione popolare e vengono annunciate manifestazioni per i giorni dell'inaugurazione. Dice Mantheakis: «La Grecia veniva finora accusata dagli inglesi di non avere luoghi adatti per accogliere i fregi; ora con il nuovo museo, questa scusa non regge più»