E' già polemica sull'appalto per la gestione dei servizi museali che la Fondazione dei Musei Civici ha appena lanciato, escludendo i servizi di bookshop e caffetteria delle raccolte museali che il presidente Sandro Parenzo vuole siano gestiti autonomamente per rilanciarli. A protestare è innanzitutto la Cgil, che minaccia lo stato di agitazione e un possibile sciopero del personale già da domenica. Il sindacato - che incontrerà oggi con il personale la Direzione dei Musei Civici per trattare - protesta, perché il bando sarebbe stato emesso dalla Fondazione quasi alla chetichella, senza alcuna concertazione per gli aspetti che riguardano le tutele dei dipendenti e senza garanzie per i circa 40 dipendenti di livello superiore impiegati nei musei cittadini, ma dipendenti dalle cooperative, che lo stesso Parenzo aveva annunciato di avere intenzione di assumere direttamente nella nuova istituzione. Ma c'è movimento anche sulla gara vera e propria, che prevede la gestione dei servizi integrati dei musei che riguardano la sorveglianza, la tutela del patrimonio, l'assistenza al pubblico, la biglietteria, la pulizia, la vigilanza notturna e la gestione delle emergenze. Il tutto per sette anni per un valore dell'appalto superiore ai 66 milioni di euro. Scaduto l'appalto precedente con l'associazione di imprese e cooperative Venezia Musei, presieduta dall'editore Cesare De Michelis - verso cui Parenzo non ha mancato di lanciare segnali di volontà di discontinuità nella gestione - questa volta sarà gara vera, con almeno tre cordate interessate al lucroso appalto. C'è la stessa Venezia Musei, che potrebbe presentarsi insieme alla Cooperativa Verona 83, già parte della gestione precedente. C'è il Consorzio Nazionale dei Servizi - Cns - che anch'esso faceva parte della gestione precedente e che ora si presenterebbe da solo, con le cooperative ad esso collegate. E ci sarebbe infine la Copat di Torino, cooperative specializzata soprattutto nei servizi bibliotecari e che ha già vinto di recente l'appalto per la gestione della biblioteca comunale di Mestre. Ma anche altri potrebbero inserirsi nella gara, per cui c'è tempo fino al 3 agosto per presentare le offerte di partecipazione (le buste si apriranno il 20 agosto), anche perché gli incassi dei musei civici, dopo alcuni mesi di crisi - legati anche all'andamento negativo del turismo - sono decisamente in ripresa. Se prima le stime prevedevano infatti un calo degli incassi compreso tra il 20 e il 30 per cento, ora la forbice si sarebbe ridotta a una percentuale compresa tra il 5 e l'8 per cento, con segnali decisamente positivi anche per Palazzo Ducale, la gallina dalle uova d'oro del sistema museale. La base d'asta dei servizi - come anche nell'appalto precedente - è legata al 55,50 per cento degli incassi delle sedi museali, con un incasso annuo medio presunto di circa 13 milioni e mezzo di euro. Un modo per coinvolgere direttamente le imprese nel migliore funzionamento del servizio, ma che con l'appalto precedente ha visto la quota progressivamente salire, in presenza di servizi aggiuntivi, fino a oltre il 60 per cento degli incassi complessivi delle raccolte civiche. Ma - come già quando i musei erano direttamente sotto il Comune - i problemi che riguardano la gestione del personale delle cooperative continuano a non mancare, con i rischi di sciopero sempre dietro l'angolo e con Ca' Farsetti, che formalmente dovrebbe essere uscito di scena, a fare comunque da mediatore, per evitare che le contraddizioni esplodano.