Le associazioni: "Acea rompe la tregua, ruspe sotto gli alberi" "Lunedì era previsto un incontro allassessorato allAmbiente" LAcea rompe la tregua. Ripartono gli scavi dellacquedotto nei giardini storici di Villa Borghese. Le ruspe già arrivano sotto le chiome di un leccio monumentale. Linterruzione era stata decretata dallassessore allAmbiente Fabio De Lillo per studiare un tracciato più lontano dalle alberature storiche. La protesta delle associazioni è compatta. «È gravissimo», contestano gli Amici di Villa Borghese: «LAcea infrange unilateralmente la pausa nel bel mezzo delle trattative avviate con la convocazione delle associazioni, delle sovrintendenze, degli esperti e della stessa Acea lunedì allassessorato allAmbiente. Di più, lo fa contravvenendo alle minime misure di sicurezza prescritte per gli scavi dallo stesso assessore De Lillo, cioè il rispetto di una distanza di almeno 12 metri dagli alberi secolari». Per Legambiente insorge Lorenzo Parlati, presidente regionale: «È un chiaro passo indietro rispetto alla parola data dallAcea. Questo non aiuta certo la ricerca di una soluzione a un intervento che non sembra tenere conto più di niente e di nessuno, allinterno però di un monumento fra i più importanti dEuropa». Vanna Mannucci, vicepresidente di Italia Nostra-Roma, diffida «dal proseguire i lavori finché si saranno espressi i saggi individuati dalle autorità: lecologo Carlo Blasi e il geologo Renato Funiciello. Se lesito non sarà soddisfacente, Italia Nostra intende rivolgersi al Ministero dei Beni culturali perché la normativa nazionale impone alle sovrintendenze dei Beni architettonici di Roma lobbligo di preoccuparsi della tutela del bene di Villa Borghese, che è un unico monumento, sia nella parte arborea sia in quella architettonica». Vanessa Ranieri, presidente regionale del Wwf, fa appello alle leggi: «Il Wwf richiama le sovrintendenze di provvedere in autotutela bloccando i lavori, anche perché non sembrerebbe sia stato rilasciato il nullaosta della Soprintendenza statale. Non vorremmo che questi lavori dovessero essere considerati abusi edilizi dalla procura». LAcea, stando ai comitati, fa sapere che si stanno soltanto riempendo scavi già effettuati poiché le previsioni meteorologiche promettono pioggia. «Non scherziamo», ribattono gli Amici. «Le fotografie documentano un netto avanzamento degli scavi».