Indagine a tappeto della Finanza: 127 milioni di euro nascosti al fisco Tre anni fa il governo promosse lo sconto fiscale per chi ristruttura fabbricati. Da allora la Guardia di finanza ha lavorato per i controlli. In Sicilia sono stati 420 i casi esaminati dalle Fiamme gialle, che hanno scoperto oltre 127 milioni di euro di incassi nascosti al fisco, 272 imprenditori che non avevano pagato le tasse sui guadagni delle ristrutturazioni e 290 lavoratori in nero. Incassi occultato allo Stato per oltre 120 milioni di euro, 272 imprenditori che non avevano pagato le imposte al fisco, 290 lavoratori in nero. Sono i risultati dei controlli della guardia di finanza regionale nellambito delloperazione Pandora, sulle ristrutturazioni di stabili decise con la Finanziaria del 2006 e in parte ritoccate dal governo nellanno successivo, quando labbattimento dellIrpef passò dal 41 per cento inizialmente previsto al 36. Nel 2007 le fiamme gialle iniziarono i controlli a livello nazionale: allepoca il comando per la Tutela della finanza pubblica era affidato al generale Domenico Achille, oggi comandante dei cinquemila finanzieri siciliani. «Andammo al Centro operativo dellAgenzia delle entrate di Pescara e prendemmo 5 milioni di bonifici su cui lavorare» ricorda il generale. Nelle varie scremature, con complicatissimi modelli matematico-contributivi, quel numero si assottigliò, fino alla divisione per regioni. Alla fine in Sicilia sono stati considerati finora 420 casi. I dati dei controlli sono notevoli: 91.090.153 euro di base imponibile da recuperare, con omessi versamenti per 225.892 euro. In questo caso si tratta di soldi dichiarati, ma non pagati allo Stato. Per la sola Iva, levasione è pari a 13.076.221 milioni, e altri 1.5 milioni di versamenti tra periodici e annuali non versati. Per lIrap - imposta regionale sulle attività produttive - i finanzieri hanno scoperto oltre 36 milioni di somme non dichiarate - 36.730.681 euro per chi apprezza la precisione dei numeri - e oltre 2.5 milioni di versamenti dichiarati ma poi non effettuati. Nei loro controlli, le fiamme gialle siciliane hanno anche scoperto 272 evasori totali: imprenditori che non avevano mai versato uneuro al fisco di quanto incassato nelle ristrutturazioni. Nella classifica regionale, Palermo è prima, con 60 casi. A seguire, Messina, con 57, e Catania, con 52. Ultima è Caltanissetta, con 7 soggetti che erano ignoti al fisco. In questo settore si può parlare di «evasione parcellizzata»: il caso più rilevante è di "soli" 2 milioni di euro. Non manca il dato dei lavoratori in nero: ne sono stati scoperti 290 in tutto, di cui 104 soltanto a Palermo e provincia. «Abbiamo trovato persino - racconta Achille - lamministratore di unazienda che versa un bonifico bancario in favore della partita Iva di un bar e poi si fa restituire i soldi dalla stessa attività commerciale, sperando di eludere i controlli fiscali». In realtà, grazie a Pandora, i finanzieri hanno accumulato un ricchissimo patrimonio di dati: sono state oltre 7 mila le ristrutturazioni di abitazioni nel 2006. Alle porte cè il progetto del governo per gli ampliamenti delle abitazioni fino al 20 per cento: su questo il generale si limita a notare che «ledilizia e il mercato della casa sono settori in cui ruotano tradizionalmente le varie forme di evasione. Certamente - conclude il comandante regionale della guardia di finanza - noi andremo avanti con le indagini».
SICILIA - Ristrutturazioni in nero scoperti 272 evasori totali
La Guardia di finanza ha condotto controlli su ristrutturazioni di stabili in Sicilia e ha scoperto oltre 127 milioni di euro di incassi nascosti al fisco. Sono stati 420 casi esaminati, con 272 imprenditori che non hanno pagato le tasse sui guadagni delle ristrutturazioni e 290 lavoratori in nero. I finanzieri hanno anche scoperto 91 milioni di euro di base imponibile da recuperare e 13 milioni di euro di Iva non pagati. La regione con più casi è Palermo, seguita da Messina e Catania. Il generale Domenico Achille, comandante dei finanzieri siciliani, ha detto che le indagini continueranno e che il governo ha bisogno di un mercato della casa più trasparente.
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