SU UNA SPIAGGIA demaniale non puoi fare quello che vuoi se non hai il permesso del Comune, ovvero la licenza edilizia. Ne sa qualcosa la proprietaria di uno stabilimento balneare, posto in località Campese, che dovrà demolire (praticamente prima che inizi l'estate e a meno di un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato) servizi igienici, condutture dell'acqua, cisterne interrate, una recinzione in legno e le siepi e gli oleandri installati per abbellire il bagno. I giudici della terza sezione del Tar hanno infatti dato ragione al Comune, non costituitosi in giudizio, respingendo il ricorso presentato nel marzo scorso dall'avvocato Paolo Malasoma per conto di Antonella Bellocci. PER I GIUDICI le caratteristiche dei manufatti contestati non hanno alcun carattere di precarietà e quindi non possono rientrare nelle concessioni date alla Bellocci. Quanto al fatto che altri stabilimenti abbiano piantumato siepi sul suolo demaniale non sarebbe comunque in grado per i giudici di inficiare la legittimità del provvedimento; anzi, l'eventuale esistenza di posizioni analoghe deve far sorgere al più il dovere di procedere della pubblica amministrazione a carico dei contravventori, ma certamente non sarebbe in grado di giustificare ulteriori violazioni.
TOSCANA GIGLIO - Giglio Dovrà demolire parti abusive dello stabillimento balneare, il Tar dà ragione al Comune
SU UNA SPIAGGIA demaniale non puoi fare quello che vuoi se non hai il permesso del Comune, ovvero la licenza edilizia. Ne sa qualcosa la proprietaria di uno stabilimento balneare, posto in località Campese, che dovrà demolire (praticamente prima che inizi l'estate e a meno di un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato) servizi igienici, condutture dell'acqua, cisterne interrate, una recinzione in legno e le siepi e gli oleandri installati per abbellire il bagno. I giudici della terza sezione del Tar hanno infatti dato ragione al Comune, non costituitosi in giudizio, respingendo il ricorso presentato nel marzo scorso dall'avvocato Paolo Malasoma per conto di Antonella Bellocci. PER I GIUDICI le caratteristiche dei manufatti contestati non hanno alcun carattere di precarietà e quindi non possono rientrare nelle concessioni date alla Bellocci. Quanto al fatto che altri stabilimenti abbiano piantumato siepi sul suolo demaniale non sarebbe comunque in grado per i giudici di inficiare la legittimità del provvedimento; anzi, l'eventuale esistenza di posizioni analoghe deve far sorgere al più il dovere di procedere della pubblica amministrazione a carico dei contravventori, ma certamente non sarebbe in grado di giustificare ulteriori violazioni.
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