TRANI Il presbiterio della Chiesa di Sant'Antuono al Fortino, che da dicembre è stata trasformata in ristorante, deve essere «preservato». Il tutto, però, «in attesa che venga ripristinata l'originaria destinazione di culto o di altre attività collaterali non in contrasto della predetta chiesa». La richiesta è dell'arcivescovo di Trani, monsignor Giovan Battista Pichierri, che ha scritto per la seconda volta (ufficialmente) al sindaco Giuseppe Tarantini in merito alla vicenda che tanto divide la città: la trasformazione delle chiesa romanica, di proprietà comunale, in ristorante alla cifra di tremila euro al mese. Soldi che, peraltro, non arriverebbero regolarmente nelle casse di palazzo di città che già nel 2005 decise di affittare la struttura ormai inutilizzata da tempo come chiesa proprio per fare cassa. Monsignor Pichierri ha già inviato infatti un'altra lettera a fine marzo, resa pubblica ai mass media un mese dopo, per chiarire innanzitutto un punto: la chiesa «non è stata mai sconsacrata». La massima autorità religiosa tranese - il quale interveniva pubblicamente sulla vicenda solo due mesi fa nonostante fosse noto a tutti che la chiesa era stata affitta già a fine 2006 - nella prima missiva a Tarantini ricordava anche che «a norma dell'articolo 831 del codice civile le chiese non possono essere sottratte alla loro destinazione, anche per effetto di alienazione finché la destinazione stessa non sia cessata secondo leggi in materia» e sottolineava che «l'attuale uso della predetta chiesa oltre che contra legem svilisce il patrimonio culturale-artistico-architettonico » della città. Per tutto questo invitava chi di competenza, ovvero l'amministrazione comunale, a trovare una soluzione. A quell'appello il sindaco Tarantini aveva per la verità risposto elencando, in un lunga lettera, tutte le motivazioni che avevano indotto l'amministrazione a dare in affitto la chiesa, a cominciare dallo stato di abbandono in cui versava negli ultimi anni, nonostante alcuni lavori di consolidamento e recupero terminati nel 1989. Ma dopo i lavori, oltre alla celebrazione della festa del santo cui è intitolata la chiesa il 17 gennaio dello stesso e qualche manifestazione culturale negli anni successivi, poi la chiesa venne di nuovo abbandonata: la statua di Sant'Antonio Abate sistemata nel 1989 - ricordava il sindaco nella sua lettera - venne riportata l'anno dopo nella chiesetta privata dell'Assunta di Palazzo Quercia dove si trova tutt'oggi, mentre qualche anno dopo vennero trovate tracce di celebrazione di riti satanici oltre a escrementi e immondizie varie. Ebbene, ora a distanza di oltre due mesi, il vescovo indica anche cosa il Comune può fare, appunto preservare la zona destinata all'altare, dal momento che - rimarca monsignor Pichierri - «l'attuale destinazione d'uso offende il sentimento della comunità cristiana, che in più circostanze ha manifestato e continua a manifestare il suo rammarico per la profanazione del luogo sacro». Un intervento per il quale non si fa attendere la replica dell'avvocato Domenico Di Terlizzi, che rappresenta il gestore dell'immobile e secondo il quale «è sconcertante tutto l'interesse dimostrato dal vescovo per un rudere che è stato riportato in vita». «C'è da chiedersi - prosegue il legale - se ci siano altre motivazioni che spingano a queste iniziative reiterate solo ora, tanto più che il ristorante è stato benedetto da un sacerdote in giorno dell'apertura al pubblico nel dicembre scorso. Peraltro voglio ricordare che gli atti in nostro possesso - conclude - parlano di destinazione commerciale dell'immobile risalente a molti anni addietro».
PUGLIA TRANI - Chiesa profanata, salvate almeno l'altare
L'arcivescovo di Trani, monsignor Giovan Battista Pichierri, ha scritto al sindaco Giuseppe Tarantini per la seconda volta per chiedere di preservare il presbiterio della Chiesa di Sant'Antuono al Fortino, che è stata trasformata in ristorante. La chiesa, di proprietà comunale, non è stata mai sconsacrata e la destinazione d'uso è stata decisa nel 2005. Monsignor Pichierri ha ricordato che le chiese non possono essere sottratte alla loro destinazione secondo legge e che l'attuale uso della chiesa è contra legem. Il sindaco Tarantini ha risposto elencando le motivazioni per l'affitto della chiesa, ma il vescovo ha invitato a trovare una soluzione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo