«La notizia è che non ci sono notizie», ci dice sconsolato Marco Salvatori, primo oboe dell'Orchestra del Maggio e rappresentante sindacale della Fials. Così, nel quadro della giornata di mobilitazione nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche decretata da tutte le sigle sindacali del settore, domani le Rsa del Maggio Musicale organizzano un sit-in di protesta negli uffici della Sovrintendenza. Con annessa conferenza stampa. Per chiedere il reintegro di risorse strutturali, la chiusura del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro, l'attivazione di quel percorso di riforma invocato da tutti, la volontà di garantire l'esistenza del corpo di ballo. «I temi sono sempre gli stessi - prosegue Salvatori - . Tutti, proprio tutti gli economisti, di destra o di sinistra, concordano nel dire che qualsiasi realtà produttiva, a fronte di un taglio di risorse del 30, collasserebbe. Qui, invece, c'è l'immobilismo assoluto. Con l'aggravante che ogni mese che passa rischiamo di morire di asfissia. Se non cambia qualcosa, ci è stato detto che da settembre le retribuzioni possono essere a rischio. La situazione è molto confusa, il tanto sbandierato reintegro del Fus prima delle elezioni per ora non si è visto, non riusciamo ad avere degli interlocutori, né a livello centrale, né localmente, dove non siamo riusciti a incontrare i candidati sindaco». Non vuole gettare allarmismi il sovrintendente Francesco Giambrone. «Non ho mai parlato di stipendi a rischio da settembre - precisa - Ho solo detto che se non cambia qualcosa ci potranno essere dei problemi. Col consiglio di amministrazione ci siamo dati come deadline la fine di giugno. Se la situazione resterà la stessa dovremo prendere provvedimenti. Ci sono state però molte rassicurazioni verbali, anche se di scritto non c'è ancora nulla. Per ora stiamo sempre attendendo l'ultima parte dell'anticipo del Fus 2009, e il promesso reintegro alle cifre del 2008.Sono invece arrivati da pochi giorni i 2 milioni di euro che erano stati promessi da Rutelli come finanziamento straordinario per il Festival 2008, con un decreto firmato da Bondi». Intanto, non si sa se benaugurate o meno, è di ieri la notizia che Arcus, la società pubblica che fa capo al Ministero dei beni culturali, nata proprio per sostenere progetti in questo campo, ha deciso di reintegrar e il finanziamento di 1.400.000 euro al Festival Puccini di Torre del Lago, già deciso dall'allora ministro Rutelli.