La Sala da pranzo del piano Nobile recuperata da Venetian Heritage L a tavola è apparecchiata per dodici: piatti in porcellana di Cozzi, bicchieri in cristallo molato e inciso, posate d'argento massiccio, maioliche Antonibon. In mezzo, otto menadi danzano attorno al tempio di Bacco, nell'imponente centrotavola in alabastro. E' tutto pronto per il pranzo di Napoleone. Quasi due secoli dopo, niente è cambiato. Perchè a villa Pisani, sulle sponde del Brenta, a Stra, in provincia di Venezia, è tornata a vivere la «Sala da pranzo» del piano Nobile, con tutti i mobili, arredi e suppel-lettili dell'epoca, come se aspettasse i banchetti dei dogi o della famiglia imperiale napoleonica. Un restauro seguito a una lunga ricerca storica e realizzato grazie a Venetian Heritage e all'Unesco. Il primo passo perchè villa Pisani, costruita nel 1735 per celebrare il potere e la ricchezza dei Pisani e oggi Museo nazionale, torni a splendere come quand'era il fulcro degli svaghi di nobili, re e imperatori. Il progetto di Venetian Heritage è ambizioso: fare adottare, una dopo l'altra le molte sale della villa a industriali che ne finanzino la rinascita e recuperarle completamente, arredi compresi. «L'idea è quella di un museo vivo spiega Toto Bergamo Rossi . Il restauro può procedere fino ad arrivare al risultato di una casa vissuta». E la cena di gala organizzata da «Venetian Heritage» sabato scorso a Villa Pisani, ha voluto coinvolgere imprenditori e mecenati internazionali, per torvare chi adotterà parti della magione e ne sponsorizzerà il restauro. I magazzini sono ancora stipati di mobili e suppellettili che attendono di essere recuperate, l'ha sottolineato anche Giuseppe Rallo, direttore del museo nazionale di villa Pisani. Che ha anticipato l'intenzione di «rivedere» tutto il piano Nobile, dal punto di vista dell'offerta e del modo di presentarsi ». Nuovo allestimento, più «vivo» quindi, magari proprio sul modello della sala da pranzo. Il progetto di Venetian Heritage ha coinvolto la Sprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, Belluno, Padova, Treviso, il direttore del museo Giuseppe Rallo, il conservatore delle collezioni Ileana Della Puppa e Francesca Marcellan, dell'ufficio servizi educativi e valorizzazione del museo. Ma conservare 14 ettari di parco (che nel 2008 si è aggiudicato il titolo di «parco più bello d'Italia ») e quattromila metri quadrati di villa, richieste investimenti enormi. Solo curare lo splendido giardino costa 180 mila euro all'anno. E dallo stato, a cui la villa appartiene, quest'anno sono arrivati solo centomila euro. Mentre gli introiti dei biglietti di ingresso vanno direttamente nelle casse del Ministero del Tesoro. Una situazione difficile, che ieri il Soprintendente Andrea Alberti ha sottolineato con forza. «Questi luoghi hanno bisogno di investimenti per la fruizione, è una responsabilità pubblica ha evidenziato il Soprintendente . La necessità di manutenzione è continua. Ci sono interventi strutturali importanti da affrontare, come per esempio la facciata delal villa e il tetto». I fondi che arrivano dallo Stato non bastano. Alberti l'ha ribadito chiaramente. Il futuro? «Tagliamo tutto quello che si riesce per cercare di andare avanti anche nelle ristrettezze», ha fatto sapere il direttore Rallo. «Ma certo arriverà un momento in cui sarà emergenza », ha aggiunto il Soprintendente. Nel frattempo, c'è chi ha preso a cuore il destino della villa-Museo. In prima linea Lesa Marcello, Barbara Berlingeri, Toto Bergamo Rossi di «Venetian Heritage», che oltre a rendere possibile la rinascita della «Sala da Pranzo», hanno trovato sponsor e donatori disponibili a intervenire sugli arredi: Cesa per la posateria in argento, Rubelli per tende e sedie, la vetreria artistica Archimede Seguso per il lampadario Napoleonico e lo stesso Bergano Rossi per il restauro dei candelieri impero. Così sulle credenze rococò sono tornati a splendere i pregiati pezzi di porcellane Cozzi e Antibon, i piatti creati proprio per i Pisani. E sulle credenze settecentesche le grandi gelatiere a forma di anfora. Sulla tavola spicca il duplice volto della dimora, nata sotto il segno dell'esuberanza rococò veneziana, per essere poi approdata al raffinato gusto neoclassico di Eugene De Beauharnais, con bicchieri e bottiglie in cristallo molato e inciso. E il servizio di porcellana a fiordalisi, della manifattura parigina Darte Aine, che riforniva la corona francese. Il servizio completo è di 218 pezzi, il più ampio oggi conservato in un museo. ------------------------- Museo nazionale a Stra La magione è museo nazionale. L'appello del soprintendente Andrea Alberti: «C'è bisogno di più investimenti da parte dello Stato per conservare il monumento e il parco»
VENETO - Stanze adottate per il restauro. Rinasce la storica villa Pisani
La Sala da pranzo del piano Nobile di villa Pisani, costruita nel 1735, è stata restaurata grazie a Venetian Heritage e l'Unesco. Il progetto ambizioso è quello di recuperare le molte sale della villa, arredi compresi, e renderle adottabili da industriali che ne finanzino la rinascita. Il restauro è stato possibile grazie a sponsor e donatori, tra cui Cesa, Rubelli, Archimede Seguso e Venetian Heritage. La sala è stata apparecchiata per dodici persone con piatti in porcellana di Cozzi, bicchieri in cristallo molato e inciso, posate d'argento massiccio e maioliche Antonibon.
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