Il progetto degli Uffizi Pisani è in cerca di partner. O, meglio, di finanziatori in grado di dargli gambe. Sul tavolo ci sono già gli studi, le buone intenzioni e l'intuizione del soprintendente Guglielmo Malchiodi. Ora però serve la forza per far decollare l'idea. «Il campo è stato arato, seminato e adesso va coltivato», è l'espressione che usa lo stesso Malchiodi per spiegare a che punto siamo del cammino. Oggi, nella sala degli Arazzi del museo nazionale di Palazzo Reale, il progetto degli Uffizi Pisani prova a compiere un altro passo. L'occasione viene fornita dalla presentazione pubblica di un video realizzato dal professor Enrico De Angelis. Una sorta di documentario su come appare attualmente il complesso degli Uffizi Pisani. Il progetto è in fase di gestazione da almeno tre anni, ma merita di essere ricapitolato per la sua particolarità. Il percorso degli Uffizi Pisani è una "sopraelevata" nascosta di collegamento tra gli edifici di piazza Carrara, i suoi palazzi e le sue chiese. In questo modo si forma un sistema organico come ai tempi dei Medici e dei Lorena. A quell'epoca i granduchi, per non mescolarsi alla folla, usavano questi corridoi sopraelevati per andare dalle proprie residenze di Palazzo Reale alla chiesa di San Nicola, proseguendo poi fino al teatro Rossi dove c'è un appartamento granducale. Allora la parola privacy non andava di moda, ma in sostanza tutti i palazzi erano uniti per garantire riservatezza e soprattutto sicurezza ai signori. Tutto questo sistema è stato scoperto da Malchiodi qualche anno fa, dopo una serie di studi su documenti conservati negli archivi della soprintendenza. Il corridoio del "percorso del Granduca", come già ha avuto modo di raccontare il soprintendente, «si celava dietro una vecchia porta murata e in questa scoperta è stato fondamentale l'aiuto di don Mario dei padri agostiniani della chiesa di San Nicola, che conosceva perfettamente la storia dei luoghi». L'accesso al corridoio granducale è stato ritrovato dietro il grande organo della chiesa. «E' quel passaggio che il Granduca utilizzava - dice Malchiodi - per spostarsi dai suoi appartamenti alla chiesa». In questi anni si è lavorato per restaurare, per quanto possibile, gli edifici di piazza Carrara, a cominciare dall'ex intendenza di finanza, arrivando allo stesso teatro. Il progetto complessivo avrebbe poi come punto d'eccellenza il ripristino della passerella pedonale sull'Arno (e che sarebbe anche ciclabile) che da Palazzo Reale, lato via Santa Maria, arriverebbe alla Chiesa della Spina, unendo le parti di Tramontana e Mezzogiorno. Non proprio un ponte stile Calatrava, ma comunque, secondo una prima idea, fatto in cristallo e dunque con particolare pregio. Sarebbe un modo, molto turistico e suggestivo, di collegare Piazza dei Miracoli, centro storico e zona stazione. «Sono tutti spazi - propone Malchiodi - da mettere a disposizione della città, dell'Università, delle tante associazioni culturali di Pisa». Parte, insomma, un nuovo appello. Le fondazioni bancarie sembrano il primo destinatario. Francesco Loi