LA SPERANZA di una ripresa del lavoro per molte categorie di professionisti e operatori dell' edilizia passa necessariamente per le proposte del governo, con le messe a punto da correzioni apportate alle amministrazioni che, senza stravolgere quello che di buono è contenuto nel disegno di legge, mettono a fuoco l' intervento, elaborando tre opportunità che ciascuna per la sua parte, raggiungono lo stesso fine seppure in forme diverse. L' obiettivo, come si è detto, è quello di rimettere in moto una fascia consistente della nostra economia che, da sempre, ha puntato sull' edilizia come volano trainante. Gli interventi di questi giorni sull' argomento sono tutti mirati ad accelerare questo processo di rilancio che va applicato seguendo regolamenti ferrei. I n questa ottica, di piena approvazione dei punti imprescindibili (30 per cento in più di cubatura per demolizioni e nuove edificazioni; 20 per cento in più per edilizia minore residenziale; riuso di manufatti di archeologia industriale per nuove edificazioni di edilizia sociale), vale la pena indicare qualche opportunità che si è ancora in tempo a tenere presente. La nostra provincia e la nostra regione si possono dividere facilmente in tre macro aree: una a nord, una al centro e una al sud. Sarebbe un grave errore saldare queste aree conservando volumi di pessima architettura industriale e residenziale da adibire a nuova edificazione. Al contrario, l' occasione è interessante se si volesse attuare un programma di riuso, restauro o nuova edificazione nel cuore dei centri storici che caratterizzano le nostre province. L' enorme quantità di edifici abbandonati o in miserevoli condizioni abitative, spesso riusati in modo maldestro anche per edifici di qualità o addirittura monumentali, permetterebbe di rinnovare queste enclavi e centri urbani applicando fra l' altro vecchie legislazioni di cui si è persa memoria. Data la condizione di conurbazioni di piccoli centri, si può ipotizzare la realizzazione di aree intercomunali che impongono di mantenere fra i comparti grandi aree a parco pubblico e a verde attrezzato. Attività di terziario potrebbero trovare posto in questi spazi liberi, rottamando l' edilizia abusiva o la miriade di industrie fallimentari o fatiscenti. Il panorama che ne risulterebbe sarebbe quello di un territorio con tre macro aree per la provincia, sei al massimo per la regione, da pianificare divise fra loro da attrezzature, parchi, corsi d' acqua. La nuova edilizia potrà essere realizzata all' interno dei centri storici e come completamento con piani mirati a disegnarne l' assetto estetico e funzionale del territorio. L' occasione è di grande rilievo per scongiurare finalmente quella stupida pianificazione comune per comune, spesso divisi fra loro solo da una strada intercomunale.
PIANO CASA NAPOLI - Oltre le opportunità offerte dal piano casa
Il governo ha proposto tre opportunità per accelerare il rilancio dell'edilizia e rimettere in moto una fascia consistente della nostra economia. Le proposte includono: 30% in più di cubatura per demolizioni e nuove edificazioni, 20% in più per edilizia minore residenziale e il riuso di manufatti di archeologia industriale per nuove edificazioni di edilizia sociale. La provincia e la regione possono essere suddivise in tre macro aree: una a nord, una al centro e una al sud. È importante evitare di saldare queste aree conservando volumi di pessima architettura industriale e residenziale.
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