Il sindaco Chincarini, rinconfermato nella tornata di voto amministrativo appena conclusa, traccia un primo programma per i cinque anni a venire La destinazione dei beni demaniali in cima alla lista: dalla Palazzina Storica all'uso di Piazza d'Armi Beni demaniali, commissioni, attuazione del Piano degli interventi. Pass attraverso questi tre grandi capitoli il futuro di Peschiera. Per lo meno quello dei prossimi cinque anni. «Difficile fare una scaletta tra i progetti», dice il sindaco Umberto Chincarini, fresco di riconferma, con un secco 41,51 per cento, contro i tre sfidanti nella tornata elettorale amministrativa appena conclusa. «Possiamo dire che continueremo il lavoro per portare a conclusione nel più breve tempo possibile l'iter del "Protocollo d'intesa" siglato tra Demanio, Comune e Soprintendenza regionale per la valorizzazione dei beni demaniali presenti sul nostro territorio. Il protocollo di fatto sancisce il diritto, da parte di questi tre enti, a lavorare insieme tra loro e con i privati». Un elenco consistente, fatto di strutture per le quali si delineano già le possibili progettazioni. «Per quanto riguarda la Palazzina storica ne abbiamo chiesto la concessione perpetua. Si parla, invece, di valorizzazione per il Padiglione Grandi ufficiali, la caserma XXX Maggio ex carcere militare e il compendio della Rocca. In questo caso», spiega ancora Chincarini, «valorizzazione significa che si valuteranno le soluzioni proposte per queste strutture dalle dimensioni ragguardevoli». «Sempre in centro storico ci sono anche l'area e il magazzino di Borgo Secolo: abbiamo chiesto di poterla acquistare in accordo con l'Ater di Verona. E proprio quell'area potrebbe servire per l'ampliamento dell'edificio che attualmente ospita la Casa di riposo, mentre il magazzino dovrebbe essere mantenuto come deposito dei mezzi di Protezione civile e Croce Rossa». Per gli altri beni esterni alla cosiddetta «piazzaforte», ciò che è l'attuale centro storico racchiuso tra le mura veneziane, sottoposta a vincolo, «si tratterà di valutare procedure diverse nell'ipotesi di riconvertire queste strutture per usi istituzionali». Ma all'interno della piazzaforte è ubicata anche piazza Ferdinando di Savoia, più nota come piazza d'Armi: un luogo al centro di molte polemiche per l'ipotizzata realizzazione, da parte dell'amministrazione Chincarini, di un parcheggio sotterraneo. Un progetto di cui non c'è traccia nel programma elettorale con cui lo stesso Chincarini è stato confermato alla guida del paese. E proprio del futuro di quel sito il sindaco dice: «Sarà valutato, insieme alle soluzioni per i parcheggi interni ed esterni al centro e alla valorizzazione dei beni demaniali, da un'apposita commissione consultiva che eleggeremo nel primo Consiglio comunale utile». Ma nel programma di Chincarini questa non è l'unica nuova commissione. «Ce ne saranno almeno altre tre», annuncia infatti: «Una per i residenti e la sicurezza, in modo di essere pronti, come Comune, a recepire e attuare appena possibile le norme del pacchetto sicurezza di prossima approvazione. Pensiamo poi a una commissione per la cultura: costituire un gruppo di lavoro che sia un supporto continuativo e definitivo alla programmazione teatrale e musicale. Infine una commissione che potremmo definire "sociale", che lavori in difesa della vita: il che significa», sottolinea ancora il sindaco, «per tutte quelle situazioni e le persone che vivono condizioni a metà tra il sociale e l'ambito sanitario. Una sorta di "fascia di mezzo" che ha bisogno di grandi attenzioni». Ultimo tema il Piano degli interventi «che a fonte di alcune edificazioni residenziali, in località Dolci, San Benedetto e Broglie, e cambi di destinazione d'uso, in località Maraschina e Saraceno da alberghiero e residenziale, porterà nelle casse del Comune 8 milioni di euro». «Somma», precisa, «che sarà utilizzata per l'ampliamento dell'asilo di Broglie, la costruzione del nuovo asilo di San Benedetto, della mensa e palestra della scuola primaria di San Benedetto, della rotonda all'incrocio di San Benedetto e le ciclabile di via Indipendenza e tra le località Fornaci e Maraschina». Di carne al fuoco, a urne appena chiuse, c'è n'è, e non poca. E di lavoro da fare pure.