In manette il boss di Caccamo «Questi qua sono nelle mani della mafia... Totalmente. Questo Concialdo ha lo studio con il figlio di Giorgio Liberto, è vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici e allUrbanistica. Più mafia di questa che vanno cercando... e fra altri due giorni fanno sindaco a Giorgio Liberto... Fanno assessore a Diego Guzzino. Delio Capitano praticamente non esiste». Parla così al telefono Maurizio Savoiardo, luomo che - alle ultime elezioni comunali - ha raccolto voti per la lista capeggiata da quello che sarebbe diventato il nuovo sindaco di Caccamo, Desiderio Capitano. Parla così del sindaco, ma soprattutto del vicesindaco, Salvatore Concialdi (ora sotto inchiesta), e di Giorgio Liberto, il vecchio mafioso che avrebbe preso il posto di Nino Giuffrè a capo del mandamento, arrestato ieri dagli uomini della squadra mobile di Palermo in esecuzione di un ordine di custodia cautelare chiesto dal sostituto procuratore Lia Sava e dallaggiunto Vittorio Teresi. In manette, insieme al boss 72enne, sono finiti anche due favoreggiatori della cosca, Gioacchino Priolo e Salvatore Pollina, che avrebbero aiutato un altro padrino di primo piano, Diego Guzzino, rivelandogli lesistenza di una telecamera. È unamministrazione comunale nelle mani della mafia, con tanto di appalti sotto osservazione, dallampliamento del cimitero alla messa in sicurezza di un costone roccioso, funzionari iscritti nel registro degli indagati e tanto materiale da non escludere una futura richiesta di scioglimento da parte degli organi investigativi, quella che viene fuori dalle indagini sul nuovo capomandamento di Caccamo il cui possibile ruolo nellomicidio di Mico Geraci potrebbe far riaprire linchiesta su un delitto rimasto irrisolto, quello del sindacalista, candidato a sindaco di Caccamo, ucciso nel 98 da un commando mai identificato. Il sospetto che dietro il delitto vi fosse Liberto non è nuovo. Tanto che il boss, accusato di aver agito senza lautorizzazione dei suoi vertici, fu "posato" su ordine di Provenzano. Poi, larresto e il pentimento di Giuffrè, oltre allassenza dal territorio di Diego Guzzino, lo fecero automaticamente ritornare in auge. Ed è lo stesso Giuffrè a dire che «visti gli assetti dellallora amministrazione comunale con 19 consiglieri su 20 soggetti a pesanti condizionamenti, Mico Geraci rappresentava un elemento di fastidio e aveva creato una situazione assai grave non solo perché pubblicamente aveva lanciato pesanti invettive nei confronti del gruppo facente capo a Giuffrè ma anche perché aveva bloccato alcune richieste di contributi finanziari che interessavano direttamente Liberto». «Un mafioso vecchio stampo - ha sottolineato il procuratore aggiunto Teresi - a conferma del fatto che Cosa nostra ha scelto ormai di affidarsi solo ai vecchi».
SICILIA - Mafia e appalti: bufera sul Comune, indagato il vicesindaco
Il boss di Caccamo, Giorgio Liberto, è stato arrestato insieme a due favoreggiatori della cosca e a un altro padrino, Diego Guzzino. L'arresto è stato effettuato in seguito a una indagine che ha scoperto che l'amministrazione comunale di Caccamo è stata controllata dalla mafia. Il vicesindaco, Salvatore Concialdi, è sotto inchiesta e il sindaco, Desiderio Capitano, è stato accusato di aver avuto una stretta relazione con la mafia. L'indagine ha anche scoperto che il delitto del sindacalista Mico Geraci, ucciso nel 1998, potrebbe essere stato commesso da Liberto.
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