Allarme turismo. Lo ha lanciato ieri il soprintendente ai Beni archeologici di Roma Angelo Bottini. Le Mura Aureliane si sono sbriciolate in alcuni punti: e Bottini ha scelto proprio lombra della cinta muraria che risale al 270 d. C. e che limperatore Aureliano fece erigere per difendere la città dagli attacchi dei barbari, per snocciolare cifre che lasciano interdetti. «Nel primo semestre del 2009 abbiamo registro un calo del 25 di presenze turistiche nel sistema Foro-Palatino-Colosseo». Insieme ad Angelo Bottini, ad eseguire il sopralluogo, cerano anche il sottosegretario ai beni culturali, Francesco Giro, il soprintendente ai beni culturali di Roma Umberto Broccoli e il commissario ai Fori Roberto Cecchi. I dati, ha spiegato Bottini, quel 25 per cento di visite in meno a Foro-Palatino-Colosseo, «ci vengono direttamente dalla bigliettazione, che è unica per le tre aree». Francesco Giro, commentando il dato e lo stato delle Mura Aureliane, ha affermato: «Il problema è che larcheologia a Roma è indegna e il suo degrado è allarmante. Per anni, infatti, si è pensato solo allAuditorium e alle Feste del Cinema». Non solo. «A Roma larea archeologica è degradata e la rete dei musei è da quinto mondo» ha continuato il sottosegretario. «Abbiamo musei fuori target. Non è possibile visitare, per esempio, la Galleria Borghese e trovare le targhette delle opere ricoperte da 5 centimetri di polvere! Sono dettagli che i turisti notano. Abbiamo privatizzato molti settori e dobbiamo pretendere di più. Non si può pensare che il museo, oltre agli spazi espositivi, sia completo solo perché ha una caffetteria».