"Interveniamo come Legambiente per sottolineare ciò che a Ortonovo è sotto gli occhi di tutti: è cominciata l'invasione edilizia delle colline Ortonovesi. Le colline Ortonovesi non sono del tutto prive di strade né di abitazioni, come la strada che conduce al cippo Partigiano dei Moniticelli può dimostrare; si tratta però di villette isolate, spesso ex casolari legati all'olivicoltura o alla viticoltura, e trasformati. In ogni caso, fino a ieri, lo skjline di Ortonovo era un esempio di conservazione paesistico ambientale, e la concentrazione abitativa si fermava vicino ai centri storicamente abitati come Serravalle, Casano e la Nunziata, mentre chi girava lo sguardo in alto godeva di un paesaggio fatto di olivi, viti e boschi di pino e di quercia. Oggi questa situazione sta cambiando: la collina a Nord di Casano è tutta un proliferare di cantieri; alcuni autorizzati prima ancora che entrasse in vigore il nuovo PUC: ma pare già vi siano state nuove concessioni, con inizio lavori, anche in base allo stesso nuovo strumento Urbanistico. Una vera beffa, alla luce di un PUC che teoricamente dovrebbe tutelare la collina, e la relativa vicinanza all'abitato nemmeno giustifica una debole difesa legata la fatto che li non sia collina, bensì centro abitato: ciò non regge alla prova visiva. La colonizzazione delle colline, nella nostra vallata, è il simbolo negativo di ciò che è il consumo di suolo: paesaggi, pregiate colture, verde, messi a sistema dai nostri padri, annientati, con fondamenta profonde e penetranti, colate di cemento, spianamento di terrazzamenti nel tempo faticosamente ricavati. Il tutto non si capisce in nome di cosa, non essendovi progetti precisi e condivisi, legati a fattori di sviluppo o a una superiore progettazione urbanistica, il che induce a sospettare una triste realtà che sarebbe quella che tutto ciò possa avvenire in nome degli oneri di urbanizzazione. Purtroppo questa ristrettezza di idee spesso anima anche le opere pubbliche, come il monumentale ponte nel "deserto", inaugurato in questi giorni a Biotanello, sta a testimoniare, e come, purtroppo, potrebbe testimoniare in futuro l'orrido sventramento delle colline a Sud per collegare, insensatamente da un punto di vista storico ambientale, i centri storici di Nicola e Ortonovo. Ricordiamo quindi all'Amministrazione che il territorio è un a Risorsa NON Rinnovabile e purtoroppo LIMITATA; chiediamo quindi una moratoria dei Progetti nell'area che, elevandosi dal fondovalle, non si può che chiamare collina, e proponiamo di guardare con favore ad altri altri e nuovi strumenti di pianificazione terrritoriale, come potrebbe essere il Paesaggio Protetto del Parco di Montemarcello Magra, che scongiurino il pericolo di una nuova cementificazione. Per tale motivo pensiamo sia da fare, immediatamente, una Delibera di adesione al Parco da parte del Comune di Ortonovo, con inclusione, oltre che delle colline, anche dell'area Archeologica di Luni e dell'area umida della Prada. Stefano Sarti Presidente di Legambiente Liguria Alessandro Poletti Presidente Circolo "Valdimagra " di Legambiente" 10062009 14:45:03 .