Povere Mura Aureliane, invase da erbacce e scritte, che ogni tanto perdono pezzi. L'ultimo episodio a piazza della Croce Rossa, incrocio con viale del Policlinico: è venuto giù un altro pezzo di muro, sull'angolo, nella parte bassa delle Mura. Ogni volta in fretta e furia viene montato un recinto, un puntello, presa una misura d'emergenza. A novembre 2007 in un altro tratto, a viale Pretoriano, nei pressi di San Lorenzo, crollò una bella porzione di muro, che ora è tutta puntellata, per evitare altre precipitazioni. I cantieri sono qua e là, spesso abbandonati in attesa di finanziamenti. I crolli più noti sono del 2006 (sempre dalle parti della caserma di Castro Pretorio) e soprattutto del 2001 (in macerie un tratto lungo circa dieci metri tra Porta San Sebastiano e Porta Latina, che era stato restaurato nel 1999 con i Fondi del Giubileo). Ma non basta la conta dei danni, il patrimonio archeologico andrebbe anche salvaguardato e tutelato. Gli uffici delle Soprintendenze sono quelli che sono, tra uomini e mezzi, ma evidentemente va rivisto una volta per tutte l'elenco delle priorità. Che fa la Soprintendenza archeologica, dov'è? Non sarà che si disperdono energie in interventi minimi, lavori spesso inutili, quando il patrimonio archeologico versa in condizioni disastrose sotto gli occhi di tutti, romani e turisti? Gioielli a cielo aperto, unici a mondo, che andrebbero salvaguardati, e valorizzati, con un piano organico, invece di puntare solo a contenere i danni. «Aureliano le ha costruite in fretta», ripete ogni volta che crolla un pezzo di Mura, il soprintendente capitolino ai Beni culturali, Umberto Broccoli. Ma ieri non sapeva che i vigili urbani erano intervenuti a piazza della Croce rossa, avevano chiuso una corsia di viale del Policlinico, creando qualche disagio agli automobilisti. La Soprintendenza non era stata avvisata. «E' quasi normale amministrazione, anche in passato ci sono stati altri crolli lì - spiegava - l'edilizia monumentale sta già lavorando per la messa in sicurezza e il restauro, in modo da riaprire il tratto di strada chiuso al traffico in maniera preventiva. Quello è un punto storicamente delicato, quando vennero tirate su le mura inglobarono tutto, e lì c'era il Castro Pretorio, l'accampamento dei pretoriani. Questa disomogeneità, presente anche in altri punti, rappresenta una debolezza storica di queste mura di cinta che avrebbero dovuto preservare Roma dalle invasioni». Invece sono affidate all'occhio dell'ispettore dell'Ufficio Mura della Soprintendenza che fa il giro dell'antica cinta murario. «La loro manutenzione è un problema aperto per Roma - chiude Broccoli - avevamo pronto un progetto enorme ma non ci sono i finanziamenti. E tutte le Mura, senza creare allarmismi, devono essere continuamente monitorate e tenute sotto controllo. Per questo aspettiamo con ansia Roma capitale».
ROMA - Mura Aureliane, un'altra ferita. Nuovo cedimento di viale del Policlinico.
I mura aureliane di Roma sono state invase da erbacce e scritte, con crolli di porzioni di muro. I cantieri di restauro sono spesso abbandonati in attesa di finanziamenti. La Soprintendenza archeologica è responsabile della tutela del patrimonio archeologico, ma il suo ruolo è spesso in questione. I vigili urbani hanno intervento a piazza della Croce Rossa, senza avvisare la Soprintendenza. La manutenzione delle mura è un problema aperto per Roma, e la Soprintendenza ha bisogno di finanziamenti per proseguire i lavori di restauro. La situazione rappresenta una debolezza storica delle mura, che avrebbero dovuto preservare Roma dalle invasioni.
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