E' il Circo Massimo l'epicentro di una rivoluzione archeologico-urbanistica che coinvolge l'Aventino e il Palatino, la viabilità e il Tevere, la storia antica e la città moderna. Non fantascienza ma la prima traduzione in pratica, con disponibilità immediata dei fondi e progetti alla fase esecutiva, delle linee guida del piano regolatore generale. In pratica si tratta di due milioni e centomila euro utilizzabili per l'avvio della risistemazione del Circo Massimo e di quattro milioni e mezzo di euro per la zona dell'Aventino dalle casse del Campidoglio e dalla legge per Roma Capitale. Un lavoro che coinvolge tre assessorati capitolini, la Cultura con la Sovraintendenza, l'Urbanistica, la Mobilità. La prima tranche di fondi verrà utilizzata per la risistemazione del Circo Massimo, uno tra i maggiori monumenti di Roma antica, una sorta di colossale Stadio Olimpico dell' antichità, che verrà scavato e adeguatamente recintato nella parte dell'emiciclo in corrispondenza di piazza di Porta Capena, dal lato della Fao. I primi lavori saranno realizzati sulla base di un progetto messo a punto per la Sovraintendenza comunale da Zètema e serviranno ad approfondire gli scavi nell' area che corrisponde a quelli realizzati negli anni Trenta e ancora minacciati da una condizione di degrado più volte denunciata anche dallo stesso Campidoglio nonostante una serie di microinterventi tampone condotti negli ultimi anni. La complessa ricerca archeologica in questa porzione del Circo dovrà procedere di pari passo con il progetto di pedonalizzazione di via dei Cerchi, strada storica e storicizzata perciò dunque incancellabile ma certamente liberabile dal traffico. Spiega Guido Ingrao, architetto di Zètema: «L'intervento porterà ad una risistemazione dell'area nel pieno rispetto del parco urbano esistente, una delle poche aree verdi del centro storico peraltro amata e vissuta dai romani. L'obiettivo è definire la giusta convivenza tra la città antica e quella moderna». Insieme a questo, corre di pari passo il progetto di aprire un ingresso da via dei Cerchi al Palatino edunque al Foro romano attraverso un piccolo casale che ha avuto in passato anche funzioni di opificio ed è stato acquisito dalla Soprintendenza archeologica di Roma. L'altro fronte di intervento, di carattere più strettamente urbanistico, riguarda invece l'operazione Aventino che si concentra su una zona. Gli addetti ai lavori lo chiamano "basamento Aventino" e corrisponde a quella rocca tufacea che si staglia all'angolo tra piazza dell'Emporio e via Marmorata. Lassù il giardino disegnato da De Vico, oggi in condizione di grave degrado. Ed è proprio nel bastione medievale che si aggancerà la soluzione più moderna e futuribile: dopo un intervento di consolidamento della rocca verrà installato all'interno un ascensore che porterà direttamente dal giardino degli Aranci al greto del Tevere, creando un collegamento del quartiere con la Roma antica, essendo la distanza dal Circo Massimo soltanto di pochi passi, che il fiume con il porto di Ripa grande è giusto di fronte e che qui passano i battelli che portano fino ad Ostia antica. «È questo soltanto un primo stralcio di intervento sull'area archeologica centrale. La nostra speranza è di riuscire ad avviare i lavori per il prossimo anno», spiega l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut. Il responsabile dell'Ufficio città storica, Gennaro Farina parla infatti della possibilità di «avviare l'appalto entro l'anno essendo i progetti in fase esecutiva, per dare il via ad un'operazione urbanistica che ha anche una forte valenza di incoraggiamento turistico». L'operazione Aventino-Circo Massimo «è di grande importanza», sottolinea anche l'assessore alle Politiche culturali Gianni Borgna: «Da notare che l'esedra di Porta Capena non è stata mai risistemata a fondo: musealizzarla è di per sé un intervento significativo. Inutile dire che sarebbero importanti anche i saggi di scavo sulla spina centrale del Circo Massimo. Tuttavia per questo sussistono delle difficoltà di carattere sostanzialmente finanziario legate anche alla sovrapposizione delle competenze, statali e comunali. Infatti, mentre il soprintendente Adriano La Regina si è sempre detto entusiasta e favorevole a questi interventi, il ministero dei Beni culturali non ha mai dato un cenno di assenso, nemmeno una disponibilità. Noi intanto partiamo con questi interventi, con un contributo di carattere simbolico.
Parco archeologico Circo Massimo
Il Circo Massimo, uno dei maggiori monumenti di Roma antica, sta per subire una rivoluzione archeologico-urbanistica. Il progetto, finanziato con 2 milioni e centomila euro, coinvolge l'Aventino e il Palatino, la viabilità e il Tevere, la storia antica e la città moderna. La prima tranche di fondi sarà utilizzata per la risistemazione del Circo Massimo, che verrà scavato e adeguatamente recintato nella parte dell'emiciclo in corrispondenza di piazza di Porta Capena. I primi lavori saranno realizzati sulla base di un progetto messo a punto per la Sovraintendenza comunale da Zètema.
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