ORISTANO. Il Ppr è da rifare? Sì, no, forse. Meglio modificarlo, meglio stravolgerlo. Che ne verrà fuori dalla serie di opinioni di sindaci e amminitratori locali sentiti ieri mattina nel teatro Garau durante la conferenza territoriale sul paesaggio. L'assessore regionale all'urbanistica, Gabriele Asunis, è stato chiaro: «La volontà dell'amministrazione regionale non è quella di cancellare il Ppr, come peraltro atteso da qualcuno, bensì quella di individuare le complicazioni che ne hanno impedito una piena operatività - ha detto l'assessore Asunis -. L'esecutivo non intende mettere in discussione l'esigenza di preservare totalmente il sistema costiero, con particolare riferimento ai 300 metri, così come sancito dalla L.R. 23 del 1993; così come non intende valutare ipotesi di rimodulazione degli obiettivi e dei contenuti del Piano che, di fatto, si poggiano su disposizioni normative approvate dal Consiglio regionale dal 1989, attraverso l'applicazione della legge n. 45». Asuni ha incontrato le realtà locali per un confronto che precede il varo della riforma del Piano paesaggistico regionale. Incontri analoghi erano già stati fatti ad Alghero, Arzachena, Lanusei, Muravera e Pula. E dai sindaci sono arrivate molte proteste, rivolte soprattutto alla macchina burocratica rgeionale. Il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus ha detto che «serve chiarezza» e si è scagliato contro i funzionari regionali colpevoli di «chiudere gli occhi con qualcuno e riaprirli con qualcun'altro». Carrus ha chiesto che «la normativa regionale sia chiara e che non dia spazio a interpretazioni». E poi un appello politico agli amici del Pdl che governano la Regione: «La gente ci ha votato perchè chiede un cambiamento». Il sindaco di Santa Giusta; Antonello Figus, ha chiesto «strumenti che ci consentano di dare risposte ai cittadini» e ha ricordato, a titolo di esmepio, che «l'80 per cento del territorio di Santa Giusta è assoggettabile alla costruzione di impianti eolici, secondo quando previsto dal piano energetico regionale. Le aziende si sono scatenate, trattando direttamente con i privati». «Tutta Arborea è sotto vincoli - ha detto il sindaco del Comune della bonifica, Bepi Costella -. Il nostro Puc è stato responto una prima volta. Lo abbiamo ripresentato, adeguandolo al ppr. Non abbiamo un modello di sviluppo come quello di Torre dei Corarsi, dove si è cementificato in modo indiscriminato. Abbiamo in mente piuttosto un modello Is Arenas». Per Antonello Chessa, sindaco di San vero Milisil Ppr «è da modificare, per superare punti deboli e eliminare le ingiustizia che hanno comportato un blocco inaccettabile». Ha poi accusato l'apparato regionale: «Le scelte dei tecnici a volte sono discutibili e non sono fondate su alcuna norma». Il sindaco di Sedilo, Angelo Putzolu, si è scagliato contro le decisioni della Regione sui centri matrice: «Ci sono stati figlie figliastri», ha detto. Un po' controcorrente il sindaco di Norbello, Silvio Manca: «Mi auguro che non si ripeato più brutture realizzate sulle coste, come quelle che sono sorte a Cabras e a Cuglieri». Una dichiarazione che ha scatenzato la risposta piccata del sindaco di Cabras, Cristiano Carrus. Manca ha preferito non alimentare polemiche e ha detto che insieme a Ghilarza e Abbasanta si sta pensando a un Puc intercomunale». Il sindaco di Norbello ha anche auspicato una programmazione urbanistica per i prossimi 15 anni». Per Luca Casula, sindaco di Villaurbana, deve finire il rapporto improntato su «io dico, tu fai». Anche lui si è scagliato contro la macchina regionale: «Non è possibile che vengano rimesse in discussione autorizzazioni già concesse quando cambiano i funzionari». Molto atteso l'intervento del Comune di Oristano, affidato all'assessore all'Urbanistica, Salvatore Ledda: «Nel mio intervento - dice l'assessore - ho ribadito che il ppr non è da buttare. Cinsono però tre punti sui quali intervenire. innanzitutto se parliamo di un territorio inserito nel contesto del Mediterraneo non è possibile che ci sia l'assenza quasi totale di alberghi nella costa: in secondo luogo è necessario un rapporto paritetico tra Regione e Comune. E infine chiediamo nuove norme che regolamentino l'attività nelle campagne. Non c'è solo l'agricoltura: noi qui abbiamo la realtà delle scuderie che non possiamo ingnorare». L'assessore ha preso nota di tutti i rilievi: «Gradiremmo identificare un metodo di approfondimento e di verifica - ha detto Asunis - nel tentativo di trovare elementi tali da poter coniugare la salvaguardia del territorio con lo sviluppo delle nostre comunità». «L'appuntamento di Oristano esce un po' fuori dal tradizionale - ha concluso l'assessore - in quanto questa provincia, nonostante un importante sviluppo sul mare, è costituita da unità locali di dimensioni molto spesso non ragguardevoli, con una vocazione a carattere fortemente orientato verso l'agricoltura e la zootecnia. Sarà necessaria, quindi, una riflessione sul quadro normativo, proprio per le specificità richiamate, comunque significando che sino a quando i comuni non avranno provveduto a completare la loro azione pianificatoria, valgono sempre le norme di salvaguardia presenti nel Piano territoriale».