Niente sarà come prima (nemmeno per lExpo) Niente più come prima, nemmeno per lExpo: il riequilibrio delle forze della maggioranza non tarderà a far sentire i suoi effetti e Penati, che Letizia Moratti agli sgoccioli della campagna elettorale ha indicato come il solo ostacolo al suo Expo, le sembrerà un alleato fedele. La Lega, che rivendica spazio e ruolo, ha tra le sue fila i veri nemici dellExpo: Matteo Salvini il padrone della Lega a Milano e flirta da sempre con il ministro dellEconomia Giulio Tremonti. Questa non è una novità, la novità è che il loro peso è aumentato. Le ragioni dellostilità delluno e dellaltro sono diverse: Tremonti ha problemi di bilancio e il suo presidente gli tira la giacca tutti i giorni per dirottare qua e là finanziamenti, o meglio promesse di finanziamento, per assecondare disegni di popolarità; le ragioni di Salvini sono meno facilmente identificabili. Da un lato non gli va a genio che un "affare" come quello dellExpo se lo spartiscano gli altri, in particolare la Compagnia delle Opere e gli uomini di Cl, e io credo che non sia solo un problema spartitorio ma anche qualcosa di più serio: un affare di queste proporzioni porta con sé infiniti rischi di mala gestione con strascichi anche pesanti. Far parte della coalizione che ha gestito laffare senza poterlo controllare è pericoloso. Dallaltro lato questaffare interessa una classe sociale verso cui la Lega non ha mai mostrato gran simpatia: i cosiddetti poteri forti e il "blocco edilizio-immobiliare". La presidenza della società a Diana Bracco è la mano lunga di Assolombarda, non certo della piccola borghesia imprenditoriale che la Lega rappresenta, e che ha interessi conflittuali con quelli delle aziende sotto la bandiera delle Compagnia delle Opere. Si può aggiungere che gli interessi culturali e politici della Lega sono circoscritti: euroscettici, padanocentrici, xenofobi. Penso proprio che della fame nel mondo gli importi poco e veder arrivare stranieri dagli incarnati variopinti li metta a disagio. È incredibile come pochi anni di leghismo abbiano cambiato latteggiamento della Lombardia e di Milano verso immigrati e stranieri in genere: una volta qui cera posto per tutti, bastava aver voglia di lavorare. Oggi non è più così, prendiamone atto con rammarico. Lultima e forse più recente ostilità leghista allExpo viene dal fatto che si comincia a profilare una sorta di subalternità verso il Bie, se è vero come ha affermato Letizia Moratti in un recente convegno, che il comitato parigino avrebbe persino indicato il luogo fisico dellevento. Ecco il nuovo scenario. E allora quali potrebbero essere i nuovi alleati per la Moratti? Ha perso per via gli architetti e urbanisti milanesi - salvo gli amici degli amici - che pure potevano essere interessati a una nuova occasione professionale: il confronto con loro è perennemente rifiutato e non si vuol nemmeno parlare di procedure di gara o di concorsi. Forse gli architetti sono noiosi, meglio il nuovo maître à penser Red Ronnie, lui almeno la porta su YouTube e la fa pensare a tempo di rock. Ma Celentano resta allopposizione.