Il collegio dei geometri boccia il "Piano casa" varato dalla Regione che inficia le direttive nazionali LUCCA. Torna in consiglio comunale la variante stralcio al regolamento urbanistico. A un anno e mezzo dall'adozione, domani l'assemblea si prepara a votare, in via definitiva, le nuove regole per costruire. Assai meno stringenti di quelle adottate il 28 gennaio 2008. Anche contro il parere dei tecnici comunali, infatti, la commissione urbanistica ammorbidisce i limiti imposti per i seminterrati (a vista). Sono in discussione anche i limiti per i sottotetti (le mansarde) e soprattutto per gli ampliamenti gratuiti delle abitazioni, con un regalo di volume che varia, a seconda delle zone, da 120 a 180 metri cubi. In sostanza costruire sarà più facile e anche più economico LUCCA. Per ampliare le case è meglio sfruttare i regali di volume (i bonus) del Comune che quelli del piano casa della Regione. Il collegio dei geometri attacca la legge regionale dell'8 maggio «Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente» sostenendo che consente ampliamenti ridicoli, cancellando, di fatto, lo spirito del piano casa varato dal governo. «La lettura della legge regionale - scrive la commissione urbanistica del collegio dei geometri - ha purtroppo formato in noi la convinzione che la forza incisiva del "piano casa" sia stata depauperata e privata di effetti pratici; tanto che ci sembra più opportuno ed efficace intervenire sfruttando i "bonus" e comunque le potenzialità offerte dal regolamento urbanistico di Lucca piuttosto delle limitatissime possibilità che offre la legge sul Piano Casa a causa dei paletti introdotti dalla legge regionale». AMPLIAMENTI Il collegio dei geometri evidenzia che «sono ammessi ampliamenti del 20 della superficie lorda dell'edificio esistente se monofamiliare o bifamiliare con un limite di 70 metri quadri per l'intero edificio. Per gli altri edifici (condomini, case a schiera e simili) con superficie fino a 350 metri quadri, il limite è comunque di 70 metri quadri. L'ampliamento è quindi già di per sé assai limitato. Si pensi ad esempio che una villetta monofamiliare di circa 130 metri quadri fornisce una potenzialità di 26 metri quadri lordi. Questo significa (alla luce degli spessori delle murature richiesti dalle vigenti normative) una superficie utile di circa 20-22 metri quadri». Inoltre - prosegue la nota dei geometri - l'ampliamento «si dice che potrà essere realizzato dove in pratica era già consentito dal regolamento urbanistico e comunque nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati; all'interno dei centri abitati; se collocati fuori dei centri abitati, gli edifici da ampliare devono essere dotati di approvvigionamento idropotabile e di idonei sistemi di smaltimento delle acque reflue». AMPLIAMENTI VIETATI Secondo quanto evidenzia il collegio dei geometri non è consentito realizzare ampliamenti degli edifici «in aree esterne agli ambiti dichiarati a pericolosità idraulica molto elevata e a pericolosità geomorfologia elevata o molto elevata, dai piani di bacino o dalle indagini geologiche allegate agli strumenti di pianificazione, agli atti di governo del territorio o agli strumenti urbanistici generali dei Comuni; eseguiti in assenza o in difformità dalla concessione». Inoltre non si possono ampliare edifici «collocati all'interno delle zone territoriali omogenee "A" od ad esse assimilabili (zone di corte, edificato storico e simili); definiti di valore storico, culturale ed architettonico; vincolati quali immobili di interesse storico ai sensi della parte seconda del codice Urbani (più del 60 del territorio lucchese); collocati in aree di inedificabilità assoluta come definite dall'articolo 33 della legge 4785 (la prima sul condono); collocati nei territori dei parchi e delle riserve nazionali o regionali; collocati all'interno di aree per le quali gli atti di governo del territorio o gli strumenti urbanistici generali prevedano l'adozione e l'approvazione di piani attuativi». RISPARMIO ENERGETICO In più - insiste il collegio dei geometri - l'intervento di ampliamento dovrà «garantire prestazioni energetiche superiori a quelle che entreranno in vigore nel 2010, la cui realizzazione, soprattutto nell'ipotesi dell'ampliamento del 20, creerà porzioni di edificio dotate di impianti e caratteristiche in contrasto con il fabbricato originario, per il quale inoltre viene imposto l'obbligo di dotare lo stesso di finestre con vetrature con intercapedini di aria o di gas. In altre parole si debbono garantire delle prestazioni energetiche dell'edificio avanzatissime e di difficile raggiungimento». SUPERFICI CONDONATE La ciliegina sulla torta, secondo i geometri, è costituita dal fatto che le superfici condonate in occasione delle leggi sulle sanatorie del 1985 e del 1994 «dovranno essere detratte dalla superficie di ipotetico ampliamento, norma questa che potrebbe anche essere incostituzionale discriminando "volumi" che sono a tutti gli effetti legittimi e per i quali i cittadini hanno pagato fior di soldi. In sostanza - scrivono i geometri - ci pare contraddittorio sottoscrivere un accordo Stato-Regioni dove si vara il "Piano Casa" per poi legiferare svuotando di efficacia il provvedimento nazionale. Perciò ci pare che anche in questa occasione la Regione abbia voluto attuare una operazione di facciata, discriminando i cittadini e i professionisti Toscani rispetto a quelli delle altre regioni».