Il ricambio nel comitato scientifico solleva polemiche sulle mostre Per il critico inventore dell"Arte povera" forse in vista anche la direzione del museo del Contemporaneo di Libeskind È il nuovo responsabile delle mostre di arte e architettura La svolta della Triennale sarà Celant luomo forte Germano Celant, critico darte e curatore di fama internazionale, è il nuovo responsabile del settore arte e architettura della Triennale. Lo ha ingaggiato il presidente Davide Rampello. Celant, che già lavora per la Fondazione Prada, debutterà a settembre con una mostra sullarchistar Frank Gehry. Proteste degli architetti per la scelta di affidare una storica disciplina della Triennale a un critico darte. Veste sempre di nero, ha un piglio severo e deciso e non si preoccupa di essere simpatico a tutti. Per questo nello star system dellarte internazionale lo chiamano Dart Fener, come il cattivo di Guerre Stellari. Critico e curatore dotato di sicuro carisma, vaste relazioni e robusto potere, Germano Celant, dopo una vita di successi tra Genova (dovè nato nel 1940 e nel '67 ha battezzato lArte Povera) e New York (senior curator del Guggenheim Museum), sbarca a Milano. Aveva già preso casa in città con la giovane moglie americana. E già lavora da tempo per la Fondazione Prada. Ma ora, la notizia è di ieri, entra anche nel comitato scientifico della Triennale come responsabile delle mostre di "Arte e architettura". E domani potrebbe candidarsi alla direzione del museo comunale di arte contemporanea che sorgerà nellarea Citylife della vecchia Fiera. Lo ha ingaggiato Davide Rampello, che della Triennale è il presidente e del nuovo museo il regista (con larchitetto Daniel Libeskind). Celant è una delle carte calate a sorpresa da Rampello sul tavolo del nuovo cda della Triennale, riunito per la prima volta martedì. Le altre: Giulio Ballio, rettore del Politecnico, scelto come vicepresidente; Francesco Casetti, storico del cinema, docente in Cattolica, nominato responsabile nei "Nuovi media"; e Severino Salvemini, bocconiano, cui è stata affidata la sezione "Economia e cultura". Un poker di nomi destinato a sparigliare lassetto organizzativo e limpianto culturale della Triennale (del comitato scientifico uscente resta soltanto il sociologo Aldo Bonomi) e a far discutere la città. «Per affrontare le prossime importanti sfide, dal nuovo museo alla nuova sede della Triennale Bovisa, che sorgerà nellarea dei vecchi gasometri e ospiterà anche il teatro Ciak ora provvisoriamente parcheggiato nel cortile della Fabbrica del Vapore, avevamo bisogno di una squadra attrezzata, articolata e competente», spiega Rampello. Ma la scelta di Celant ha già provocato i primi malumori. Per un paio di motivi. Il primo: se Celant continuerà a lavorare anche per la Fondazione Prada, si profilerà un conflitto di interessi tra incarico pubblico e privato. Secondo motivo: la sparizione di un curatore dellarchitettura dalla Triennale, che soprattutto su questa disciplina, oltre che sul design, ha fondato la sua storia. Da Luca Molinari a Fulvio Irace, negli anni scorsi era sempre stato un architetto a curare le mostre di architettura. Ora, cè un critico darte. Il rischio, dicono i contestatori, è che la Triennale, snaturando la sua vocazione, diventi sempre più una fabbrica di mostre e sempre meno un laboratorio di idee. Idee, eventualmente critiche, di cui una città come Milano, teatro di imponenti e controversi cantieri, avrebbe molto bisogno. Replica Rampello: «Celant, con la sua esperienza internazionale, la sua memoria, le sue relazioni sarà una risorsa preziosa. Larchitettura non sarà dimenticata, ma al contrario rafforzata, sebbene in forme nuove. Celant curerà in proprio alcune mostre - la prima a settembre, dedicata a Frank Gehry - ma al suo fianco chiameremo anche giovani curatori che ci aiuteranno a rinnovare il nostro raggio dazione e le nostre visioni». Rampello ha affidato anche due altri incarichi a esponenti del cda: Flavio Caroli curerà i rapporti con il Museo del Design (che diventerà Fondazione autonoma), Ennio Brion, imprenditore e collezionista, quelli coi collezionisti cui verrà chiesto di prestare opere al museo darte contemporanea.
MILANO - Arte batte architettura è la svolta Triennale. Rampello cala la carta Celant
Il presidente della Triennale, Davide Rampello, ha ingaggiato Germano Celant, critico d'arte e curatore di fama internazionale, come responsabile delle mostre di arte e architettura. Celant, che già lavora per la Fondazione Prada, debutterà a settembre con una mostra sull'archistar Frank Gehry. La scelta di Celant ha già provocato polemiche tra gli architetti, che protestano per la scelta di un critico d'arte per una disciplina storica della Triennale. I contestatori temono che la Triennale diventi una "fabbrica di mostre" e che la sua vocazione di laboratorio di idee venga snaturata.
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