Solidarietà dal sindaco e dal capogruppo del Pd al sovrintendente del Massimo, destinatario di un messaggio intimidatorio con tre proiettili Il giorno dopo la nuova intimidazione, solo due espressioni pubbliche di solidarietà per Antonio Cognata, il sovrintendente del Teatro Massimo che da due mesi va in giro sotto scorta dopo la brutta aggressione fisica subita ad aprile a opera di due sconosciuti che lo hanno malmenato in via Civiletti, mentre tornava a casa. «Sono vicino al sovrintendente - ha detto il sindaco Diego Cammarata - al quale esprimo solidarietà anche a nome di tutti i cittadini, oltre a confermargli la mia stima e lapprezzamento per il lavoro che sta portando avanti. Sono certo che gesti vili come le intimidazioni subite in questi ultimi mesi non fermeranno la sua attività. Lo invito, quindi, ad andare avanti con il coraggio e la determinazione che hanno sempre contraddistinto il suo operato». Dal fronte dellopposizione la solidarietà di Davide Faraone, capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi: «Mi auguro che si possa ristabilire al più presto una condizione di stabilità per il lavoro quotidiano del sovrintendente nel Teatro Massimo». A parte Faraone e Cammarata, alla cui compagna Marida Cassarà (che lavora con Cognata) è stata ugualmente assegnata una tutela dopo le recenti tensioni in teatro, nessunaltra voce si è levata a sostegno del sovrintendente al quale due giorni fa è stata indirizzata una missiva contenente tre proiettili di fucile da caccia calibro 12 e un ritaglio di giornale con due croci disegnate in rosso sulla sua foto e sulla parola "scorta". Segno dello stato di isolamento in cui Antonio Cognata continua a portare avanti al Massimo la sua opera di risanamento che finora è costata il posto a dodici dipendenti che incassavano assegni non dovuti. E di piccole e grandi irregolarità Cognata ne avrebbe individuate in teatro anche altre, sulle quali indaga la Procura. a. z.