Un gioco di luci ed ombre, proprio come la chiesa che circonderà in un abbraccio d'arte. Sarà in acciaio e biopietre il sagrato (circa 2000 metri quadri), immaginato da Paolo Portoghesi per la Sacra Famiglia di Fratte, l'edificio sacro che progettò con Vittorio Gigliotti nel 1968 e che poi fu battezzato, modificato in corso d'opera per le aree di prospetto, nel '74. Quel capolavoro indiscusso di arte contemporanea, malgrado le amorevoli cure dei Padri Dottrinari, versa in gravi condizioni di degrado. «Colpa dello smog delle auto e delle azioni vandaliche», accusa l'architetto Giuseppe Paolillo, impegnato nell'opera di riqualificazione del monumento, che vede impegnato in prima persona il parroco padre Ottorino Vanzaghi (nella foto). «La facciata crolla a pezzi, servono interventi urgenti», è stato il grido di Portoghesi, ospite a Salerno per un convegno lo scorso dicembre. Appello al quale si è associato l'altro protagonista della splendida avventura della Sacra Famiglia, lo scultore romano Sinisca, chiamato a realizzare arredi sacri che fossero in dialogo con l'avveniristico tempio della fede. «Il nuovo sagrato - spiega padre Ottorino - servirà per creare un'area di respiro intorno alla chiesa, rendere più visibile la sua eleganza formale, innalzarla dalla quinta povera delle palazzine popolari, per le quali occorre un altrettanto urgente operazione di cosmesi». E se Portoghesi ha messo immediatamente penna su carta, disegnando il sagrato-piazza e regalando il progetto ai padri dottrinari, padre Ottorino, da parte sua, si sta muovendo per coinvolgere le istituzioni cittadine. «La Provincia ci è venuta incontro donandoci l'ambone che si modula plasticamente sull'altare di Portoghesi - dice il parroco - Non serve, però, abbellire l'interno quando l'esterno è fatiscente. Ho sollecitato, perciò, il Comune su due fronti: il restauro della facciata e l'isolamento ambientale della chiesa. Due progetti che possono rientrare in un unico programma di recupero. Purtroppo occorrono circa ottocentomila euro e con i tagli alla cultura sarà un'impresa difficile». Il preliminare, intanto, è stato consegnato lo scorso 19 maggio al sindaco Vincenzo De Luca ed all'assessore all'Urbanistica Mimmo De Maio che hanno promesso il loro interessamento. Tace nel frattempo la SOPRINTENDENZA ai beni ambientali ed architettonici di Salerno: non è nostra competenza, avrebbero risposto alla richiesta del parroco. Il problema, infatti, sarebbe la «giovinezza» del monumento, che non potrebbe essere vincolato perchè non ha compiuto cinquant'anni. Ma a tendere una mano a padre Ottorino è l'ex soprintendente Francesco Prosperetti, oggi ai vertici del Darc, la direzione di architettura contemporanea del ministero per i Beni e le Attività culturali. «Esiste il vincolo per il diritto d'autore - taglia corto - Lo stiamo attuando proprio in questi giorni per salvare l'ex Esso della Magliana di Julio Lafuente da una ricostruzione manomissiva». Prosperetti conosce bene la chiesa di Fratte ed i problemi in cui versa. «Sono a disposizione del parroco - avverte - Mi invii al più presto una nota con lo stato di degrado e le soluzioni conservative, ci faremo parte diligente, sempre che, nell'ambito della revisione del ministero, la direzione d'architettura contemporanea resti ancora viva». Carlo Birrozzi, responsabile dei procedimenti all'interno del Darc, entra nel merito: «Portoghesi è un autore noto e vivente, non ci sono problemi per il vincolo, anche se non credo che ce ne sia necessità. La chiesa è riconosciuta come capolavoro, per il suo restauro si può attingere tranquillamente ai fondi della nostra direzione, utilizzando come ponte la direzione regionale retta da Pio Baldi».