I progettisti contestano i lavori su palchi e palcoscenico. Interviene la Soprintendenza La nota di protesta sottoscritta da artisti come Brook Wenders, Bausch Delbono e Servillo A poche settimane dalla consegna dei lavori, i progettisti del restauro del teatro Garibaldi denunciano una profonda incongruenza fra le opere realizzate e lidea iniziale del recupero dello spazio. E il loro allarme ha già mobilitato la Soprintendenza. «Non hanno trovato il tempo - scrivono il direttore artistico Matteo Bavera e larchitetto Giuseppe Marsala, autore del progetto insieme con lingegnere Pietro Faraone - per istruire gli appalti e realizzare la tribuna e il palcoscenico mobili, punti qualificanti del progetto. Ma il tempo per rovinare limmagine dei palchi e del palcoscenico che hanno incantato per tredici anni mezzo mondo lo hanno ampiamente trovato. Per lincuria del Comune che non ha affidato ai progettisti la direzione dei lavori, adesso il teatro Garibaldi rischia di perdere le caratteristiche che lo hanno fatto diventare teatro dEuropa». Allorigine dellatto daccusa, la presenza di ununica entrata in scena laterale, la fasciatura di legno che oscura la struttura a vista dei palchi e labbattimento dei muretti ottocenteschi che separano gli stessi palchi. Ci sono già grandi nomi in calce allallarme lanciato dai progettisti: da Wim Wenders a Peter Brook, da Pina Bausch a Pippo Delbono. E, ancora, Antonio Latella, Toni Servillo, Licia Maglietta, Patrice Chéreau, Lev Dodin e Sergio Escobar. c. b.
SICILIA - Teatro Garibaldi, restauro sotto accusa
I progettisti del restauro del teatro Garibaldi hanno denunciato una profonda incongruenza tra le opere realizzate e l'idea iniziale del recupero dello spazio. Il Comune non ha affidato la direzione dei lavori ai progettisti, il che ha portato a lavori di bassa qualità. I progettisti hanno lanciato un allarme per la perdita delle caratteristiche del teatro, come la tribuna e il palcoscenico mobili. La Soprintendenza ha già intervento e ci sono nomi importanti che sostengono l'allarme, tra cui Wenders, Brook, Bausch, Delbono e Servillo. Il teatro rischia di perdere la sua immagine di teatro d'Europa.
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