Tre proiettili spediti a Cognata Le minacce arrivano due mesi dopo la misteriosa aggressione scattata in strada Tre proiettili in una busta con due croci. Meno di due mesi dopo laggressione fisica e lassegnazione di una scorta. Attorno ad Antonio Cognata la tensione cresce anziché diminuire e proprio quando le indagini dei carabinieri sullagguato teso al sovrintendente del Teatro Massimo l11 aprile scorso in via Civiletti sembrano essere arrivate ad un punto di svolta. Pochi dubbi che il contesto nel quale leggere vecchie e nuove intimidazioni sia lopera di "repulisti" allinterno dellamministrazione del teatro con i licenziamenti di dodici dipendenti che per anni avevano illecitamente incassato assegni per figli portatori di handicap defunti o inesistenti. Alcuni di questi - a quanto sembra - vicini o addirittura appartenenti a famiglie di mafia. La busta con le tre cartucce di fucile calibro 12, arrivata ieri per posta al Giornale di Sicilia, si aggiunge alla lunga serie di minacce rivolte a Cognata negli ultimi mesi e denunciate dal sovrintendente. Lultima, con busta regolarmente affrancata, contenente, oltre alle tre cartucce, anche un ritaglio di giornale relativo alla notizia dellassegnazione della scorta dopo lagguato di aprile. Sulla foto di Cognata e sulla parola "scorta" due croci disegnate con una penna rossa. Da quasi due mesi Cognata vive sotto scorta, come deciso dal comitato ordine e sicurezza dopo laggressione subita in via Civiletti ad opera di due uomini che lo hanno malmenato provocandogli una lussazione alla spalla. Un avvertimento "convincente" dopo le telefonate di minaccia già arrivate nei mesi scorsi. Tornato in teatro dieci giorni dopo in occasione della prima di "Die Tote Stadt", Cognata ha messo subito le carte in tavola: «Lopera di risanamento continuerà. Paura? Cerco di non pensarci».