o ggi per i cattolici è la festa di Pentecoste, festa grande perché è la solennità più importante dopo la Pasqua. Il termine «Pentecoste» deriva dal greco «pentekostêspentêkonta» che alla lettera significa «cinquantesimo giorno» a contare dalla notte di Pasqua. In ebraico la festa si chiama «Shavuôt» che significa «Le sette settimane» perché tra Pasqua e Pentecoste intercorrono esattamente quarantanove giorni, cioè al modo ebraico «sette settimane». Il legame tra pasqua e Pentecoste è strettissimo: a Pasqua una massa di schiavi è liberata in modo passivo, mentre a Pentecoste la stessa massa diventa popolo perché riceve «La Legge», da cui prende coscienza della propria identità di nazione. Non esiste popolo senza Legge, o come si direbbe oggi, senza i fondamenti del Diritto. Il tempo che intercorre tra Pasqua e Pentecoste, la «cinquantina», è il tempo della formazione perché Yhwh istruisce il popolo e pone le condizioni perché sia degno di questo nome. Per quaranta giorni e quaranta notti Dio insegna a Mosè la Legge scritta e quella orale; anche Gesù nel Nuovo Testamento utilizza i giorni dopo la risurrezione per insegnare ai suoi discepoli la «Legge dell' Amore» come distintivo della loro vita nel mondo. Prima di lasciarli alle loro dirette responsabilità, Gesù promette ai suoi discepoli la presenza del «Paràclito», altra parola greca che significa «AvvocatoConsolatoreDifensore», cioè lo Spirito Santo, l' anima dell' agire e del vivere cristiani. Sia ai piedi del monte Sinai, che ai bordi del sepolcro vuoto, per adempiere una missione universale, bisogna entrare nella dinamica della Legge, bisogna cioè possedere un codice etico come perno del proprio orizzonte. Viviamo in un tempo «senza Legge» e «senza Etica», segnato dalla frantumazione degli interessi individuali che impediscono una visione d' insieme, un codice di convivenza partecipata. A Genova è scoppiata la diatriba sul centro storico: l' amministrazione difende l' esistente, mentre i cittadini vivono una realtà già oltre l' immaginabile; sulla gronda si è fatto finta di fare partecipare i cittadini alla scelta e alla fine si sceglie un tracciato che non era stato nemmeno proposto. Il vecchio ospedale Galliera sta per essere demolito, comprese le parti sotto tutela della Soprintendenza, mentre il nuovo Galliera sembra immerso nella speculazione prima ancora di nascere. Questa vicenda è impressionante perché il presidente del Galliera è per testamento l' arcivescovo di Genova che dovrebbe vigilare sulla congruità morale dell' opera e sul bene degli abitanti della zona. Quando l' autorità amministra senza una «missione» globale a largo respiro, si capovolge il diritto: l' autorità spadroneggia sui cittadini sovrani. Un popolo senza Legge è un gregge senza guida che può essere dominato da un uomo senza spirito di legalità, un presidente del consiglio narcisista e paranoico che si auto-concede l' immunità morale per ogni immoralità personale, sia come «papi» sia come uomo pubblico. E' diabolico che i cattolici continuino a sostenerlo negando così l' azione dello Spirito di Pentecoste che rinnova la faccia della terra. La prova? Dichiara a «L' Unità» (28 maggio 2009), il cattolico inossidabile Vittorio Messori: «Berlusconi si è posto fuori dalle regole della Chiesa, però Bertone e Bagnasco non hanno facoltà di giudizio sulle vicende private di un governante. La Chiesa ha firmato concordati con Napoleone, Hitler e Mussolini, non proprio cristiani esemplari». Come volevasi dimostrare! La Pentecoste può attendere, il business no! La targa automobilistica vaticana è Scv, acronimo di «Se Cristo Vedesse!».
LIGURIA - Dalla gronda al nuovo galliera quelle scelte alle spalle della gente
Oggi per i cattolici è la festa di Pentecoste, la solennità più importante dopo la Pasqua. Il termine Pentecoste deriva dal greco pentekostêspentêkonta, che significa cinquantesimo giorno a contare dalla notte di Pasqua. La festa si chiama Shavuôt in ebraico, che significa Le sette settimane. Il legame tra Pasqua e Pentecoste è strettissimo, poiché a Pasqua una massa di schiavi è liberata in modo passivo, mentre a Pentecoste la stessa massa diventa popolo e riceve La Legge. Il tempo che intercorre tra Pasqua e Pentecoste è il tempo della formazione, in cui Dio istruisce il popolo e pone le condizioni per essere degno di questo nome.
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