Non accenna a placarsi la polemica intorno al Crocifisso in legno attribuito a Michelangelo e acquistato dallo Stato alla fine del 2008 per 3 milioni e 280mila euro. Adesso è la volta di Giancarlo Gallino, l'antiquario torinese che ha venduto allo Stato il Cristo di legno attribuito al Buonarroti giovane, che a margine delle dichiarazioni dell'ex-ministro della Cultura, Giovanna Melandri (la quale ha detto di aver rifiutato l'acquisto nel 2000) ieri ha reso noto alcune puntualizzazioni che servono - se mai ce ne fosse stato bisogno - a chiarire che la polemica innescata ha solo delle valenze politiche. Gallino infatti ha detto di non aver mai offerto il crocifissodi Michelangelo all'allora ministro Melandri smentendo così ogni contatto con il ministero dei beni culturali prima del 2004. E ha sottolineato: «l'onorevole Melandri evidentemente si è confusa». «Smentisco categoricamente - ha scritto Gallino - di aver offerto il Crocifisso di Michelangelo all'allora ministro Melandri nel 2000». Il crocifisso, prosegue, è stato offerto al ministero «il 5 luglio 2007 (Ministero Rutelli). Nessuno, salvo i pochi storici dell'arte che lo stavano studiando, tra cui Giancarlo Gentilini, ha avuto modo di vedere o conoscere il crocifisso fino al 2004». L'unico contatto con il Ministero che sia stato precedente il 2007 - precisa Galli- no - «risale al 2004, quando fu il Ministero per i Beni culturali (ministero Urhani) a chiede- re a me di imprestare l'opera per una importante mostra organizzata dallo Stato italiano al Metropolitan Museum di Tokyo». Dopo aver riscosso un grandissimo successo alle recenti esposizioni di Napoli, Trapani e Milano, il Crocifisso a metà luglio farà il suo ingresso al Museo Nazionale del Bargello, dove sarà custodito tra un'esposizione in Italia e all'estero, considerato che il suo acquisto è stato dettato anche da una precisa volontà di utilizzarlo come «ambasciatore» dell'arte italiana nel mondo. Il «Crocifisso» ligneo attribuito a Michelangelo.