SOTTO accusa i lavori di riqualificazione di piazza Mincio, gioiello liberty dei primi del Novecento realizzato dall' architetto Gino Coppedè. «I materiali utilizzati sono scadenti, non sono auspicabili neanche in periferia - accusa Isabella Stoppani, una residente che ha inviato un esposto al municipio e alla sovrintendenza dei Beni culturali - Speravamo in un intervento importante che ridonasse l' originario splendore, così invece si sconvolge la forma originaria della piazza che da esagonale diventa quadrata». Sono decine gli abitanti contrari alla riqualificazione così com' è prevista dal progetto elaborato dagli uffici tecnici del municipio II ed iniziata lo scorso 24 aprile. Alcuni marciapiedi diventano più larghi e invadono la carreggiata, i materiali con i quali sono stati originariamente realizzati erano cotto e gres scuro mentre ora saranno contornati da lastre di travertino bianco e sampietrini. Poi per proteggere gli slarghi che si creeranno sulla piazza sono previsti dei parapedonali in ferro battuto. «Si altera un patrimonio inestimabile e prezioso per Roma che ha fatto da sfondo a numerosi set cinematografici e che costituisce l' unico esempio liberty in tutta la capitale - incalza Stoppani - Così quell' angolo del quartiere Coppedè perde la sua forma originaria. Credo che, nonostante i sacrifici che comporterebbero per i residenti, si potrebbe pensare anche ad una pedonalizzazione dell' area per mantenere inalterate le caratteristiche. Questi nuovi marciapiedi che sembrano dei grandi petali saranno presi d' assalto da scooter e moto e anche solo pensare a dei paletti o catenine che li proteggono è follia». Interviene Alexandre Tessier, consigliere del Pd del municipio II: «Ho portato avanti l' idea della semipedonalizzazione della piazza quando ero assessore ai Lavori pubblici, avevamo dato il via libera alla riqualificazione grazie ai fondi regionali di 200mila euro. Avevamo un progetto ambizioso ma mai avremmo potuto approvare questo piano disastroso. È un bene da tutelare, così si stravolge l' essenza stessa della piazza come era stata pensata da Coppedè». Spara a zero anche il capogruppo del Pdl, Maria Claudia Mastrapasqua: «Vogliamo bloccare i lavori. Ho già contattato il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro che si è subito interessato alla questione e la prossima settimana ci sarà un sopralluogo della Sovrintendenza per fermare lo scempio». Idea condivisa anche da Massimo Carta, presidente della Commissione Lavori Pubblici del municipio II: «Chiediamo un provvedimento urgente, riqualificare non significa deturpare la piazza. E non stanno usando materiali di pregio». E intanto il capogruppo del Pd al municipio II, Giuseppe Gerace chiede che «siano previste delle telecamere in piazza Mincio per tutelarla dalle scorribande notturne e che ci sia un presidio fisso delle forze dell' ordine».
ROMA - Quei restauri distruggono il gioiello Coppedè
La piazza Mincio, un gioiello liberty realizzato dall'architetto Gino Coppedè, è stata oggetto di una riqualificazione che ha suscitato opposizione tra gli abitanti del quartiere. I lavori, iniziati lo scorso 24 aprile, prevedono la sostituzione dei materiali originali con lastre di travertino bianco e sampietrini, alterando la forma originaria della piazza. I residenti hanno inviato un esposto al municipio e alla Sovrintendenza dei Beni culturali, accusando i lavori di deturpare il patrimonio culturale di Roma. Alcuni hanno proposto una pedonalizzazione dell'area per mantenere le caratteristiche originali della piazza.
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